Il vento che fa da collante tra il passato e il presente. Fuerteventura, isola spagnola poco distante dalle coste settentrionali del continente africano.
Ci troviamo nell’Arcipelago delle Canarie, Oceano Atlantico. Ottantamila abitanti distribuiti su poco più di milleseicento chilometri quadrati di terra circondati dal mare increspato. Mare agitato e il vento, appunto.
Oggi quel fenomeno squisitamente naturale che fa volare lontano i cappelli mal calzati in testa è anche il fautore della fortuna di questi luoghi.
Vento per prendere la spinta giusta e cavalcare il mare nel tentativo d’inanellare una serie di prodezze ginniche su tavola atte a impressionare l’eventuale giuria o l’improbabile ammiratrice.
Un tempo Eolo però aveva ben altri scopi. Fuerteventura infatti ha ancora su di sé i segni di una cultura contadina. Trenta mulini a vento che fino a cinquanta anni fa garantivano alla popolazione d’avere in cucina la preziosa farina di cereali.
Oggi quelle pale girano solo per intrattenere, ma infondo raccontano di una tradizione che spesso si narra tramite la diversificazione tra Molino e Molina, maschio e femmina, i due tipi di “macinatori” esistenti qui.
Il primo è anche il più vecchio dei due: dal retrogusto castigliano presenta la tipica forma conica con le pale montate sul tetto e i macchinari interni suddivisi sui due piani che lo compongono.
La Molina invece è stata la benedizione delle schiene dei contadini. Infatti tutta la produzione è ubicata su un piano solo (quindi ovviando al carico dei sacchi in spalla), è di forma rettangolare e ha le pale fissate sopra una struttura lignea sul tetto. Vento per produrre ricchezza allora, vento per produrre ricchezza oggi.
Infatti questi luoghi baciati dal sole sono la patria per il turismo del relax. Essendo vicini alle coste africane e ubicati alla stessa latitudine della Florida e del Messico, si può ben immaginare che tepore aspetti qui i visitatori durante l’inverno. Raro vedere la colonnina di mercurio scendere sotto i diciotto gradi.
Le spiagge offrono tutto ciò che serve ai fanatici del relax e dello sport acquatico. Ospiti graditi di questo mare sono spesso delfini, tartarughe marine, balene e pesci spada.
Per i meno “marittimi” esiste la possibilità d’addentrarsi nell’entroterra costituito da ampie piane e i rilievi vulcanici tutti da esplorare a bordo di jeep o in sella a scattanti moto da cross.
La zona “vecchia” dell’isola, quella delle case dei pescatori per intenderci, ha il sapore internazionale dei pubs inglesi, delle pizzerie italiane e delle birrerie teutoniche.
Tutto per mettere a proprio agio i numerosi turisti che il vento porta qua. Già, il vento. Eterno protagonista di Fuerteventura.





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