Avventura in corso. Azione in arrivo. Che cos’è la tecnologia? Sento brividi scorrermi lungo tutto il corpo. Un bastone per terra diventa la calamita per la mia futura bussola insieme alle tante stelle che scavalcano i cieli. Sono pronto per cominciare. Per dare ai miei piedi un motivo valido di fare il loro mestiere.
Germania sud-occidentale. Poco lontano dall’Austria. Nel Land del Baden-Württemberg si trova un’area montuosa (di origine paleozoica) molto apprezzata. La Foresta Nera. Partendo dal cosiddetto Dreiländereck, (l’area dove si congiungono i confini di Svizzera, Francia e Germania), si estende in direzione nord per circa 160 km seguendo la fossa Renana.
La regione è ampia, i percorsi che la solcano numerosi. L’ideale per chi vuole essere il suo unico mezzo di trasporto. E quando si vuole iniziare, i dubbi svaniscono. Il leggendario Westweg (cammino occidentale) attraversa pressoché tutta l’area, da Basilea a Pforzheim. L’intero percorso misura 285 km e incrocia due delle cime più alte della Foresta Nera, il Feldberg (1493 m) e il Belchen (1414 m).
Il Westweg, istituto a inizio ‘900, è stato via via reso più facile e può essere percorso in dodici tappe di varia difficoltà, con una variante iniziale nel tratto tra Basilea e il lago Titisee. In diverse località come Hinterzarten c’è la possibilità di fare gite in carrozza e visitare i caseifici della zona.
Con un non so che di fiaba alla Jacob e Wilherlm Grimm (i celeberrimi scrittori tedeschi, noti anche come Fratelli Grimm), la Foresta Nera alterna scenari fluviali e lacustri, a delicati scorci cittadini. Basta uno zaino in spalla e una penna stilografica ansiosa di inzuppare la carta d’inchiostro, ed ecco come si raccoglie un’eredità.
Il fiume Kinzig rappresenta il confine tra la Selva Nera settentrionale e la Selva Nera Centrale (mittlerer Schwarzwald) mentre il corso del fiume Dreisam separa la Selva Nera meridionale nella quale si trovano le cime più elevate del rilievo, quest’area è talvolta detta Alta Selva Nera (Hochschwarzwald).
Come nella loro natura perfezionista, i tedeschi non si smentiscono nemmeno in contesti meno metropolitani, che si tratti di una breve escursione nella natura, o di un viaggio più impegnativo di più giorni. Al momento di lasciare la prima tappa, resto sorpreso nell’apprendere che ci penserà l’albergo a fare recapitare il mio bagaglio nella località successiva dove intendo passare la notte, per impedirmi di portare troppo peso.
Casualità? No, linea nazionale. Grazie alla popolarità dell’escursionismo infatti, a oggi la Germania offre un gran numero di sentieri marcati che sommati tutti assieme arrivano a quasi ducecentomila chilometri di lunghezza. Si cammina dappertutto, in montagna e tra i vigneti, lungo i fiumi, di castello in castello o seguendo particolari itinerari storici e naturalistici.
Arrivo al lago artificiale Schluchse, presso St. Blasien nel circondario Brisgovia-Alta Foresta Nera, a sud-est del Titisee (Baden-Württemberg). Guardo. Il sole è caldo. Immagino l’inverno. La natura scolpita dai fiocchi di neve. Non mi resta che aspettare ancora un po’. E nel frattempo, camminare ancora.





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