Chianti è panoramiche di rara bellezza. Chianti è tradizioni contadine. È vegetazione. È fauna. È anche cultura. La ricca presenza di pievi sono solo una piccola testimonianza. Disseminate qua e là, nella zona collinare fra Siena e Firenze, si trovano siti archeologici di indubbio valore storico.
Uno di questi è il Tumulo di Montecalvario, a Castellina in Chianti, situato in cima all’omonimo colle (così chiamato da una cappellina che era stata edificata sulla sommità, ultima stazione della Via Crucis). Dalle fonti sembra molto probabile che il monumento funebre appartenesse a una ricca famiglia etrusca.
Una delle rare civiltà a non essere ricordate per le proprie imprese militari sono e resteranno per sempre gli Etruschi. Si costituirono a partire dall’VIII a.C. secolo nella zona dell’Etruria, corrispondente alle attuali Toscana, Umbria (fino al Tevere), Lazio, parti della Lombardia, Emilia Romagna e Campania.
Situato a poca distanza dalla strada che conduce a Greve in Chianti, la struttura, di forma circolare, ha un diametro di cinquantatre metri circa, ed è formata da quattro tombe ipogee risalenti al VII-VI sec. a.C. con camera principale e cellette laterali. Gli ingressi sono orientati verso i quattro punti cardinali.
Fu scoperto, sembra una prima volta, nel XVI sec. e depredato della maggior parte dei corredi, successivamente è stato riscoperto nel 1902 e scavato nel 1915, epoca in cui furono ritrovate decorazioni in ferro e bronzo provenienti dai resti di un carro da guerra e una testa di leone in pietra serena.
Attualmente, gli oggetti rinvenuti nel tumulo di Montecalvario, sono esposti nel Museo Archeologico del Chianti Senese di Castellina in Chianti. Fra questi, oltre al già citato, alcuni elementi di un carro da parata: timone, le parti dei mozzi, i coprimozzi e cerchioni in ferro, la lamina in bronzo con decorazione a rilievo, e alcuni elementi applicati come un leoncino in bronzo.
Entrare dentro il Tumulo di Montecalvario, con la luce che bacia l’erba fuori, fa uno strano effetto. Sei lì. Dentro un “qualcosa” costruito più di 2500 anni fa. E lui è ancora lì. Ignaro che lì fuori ci sia internet, e si siano combattute migliaia di guerre. Il sonno eterno di una famiglia etrusca ha ancora molto da insegnare.




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