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Dublino, le storie del Liffey River - foto : Liffey River © Andrea Lessona
Liffey River © Andrea Lessona

Dublino, le storie del Liffey River

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Dublino scivola nel Liffey River con le sue luci sfumate. Barlumi indefiniti di notti lontane che raccontano di quando era solo un nucleo celtico, Baile Atha Cliath, e più tardi di quando i vichinghi fecero dello stagno nero, Dubh Linn, un centro permanente.

Storie e nomi annegati nel fiume che la divide e la unisce, in cui si specchia ogni giorno per restituire di sé l’immagine sfregiata dal giogo britannico e la fotografia sbiadita della Libertà ritrovata.

Anni di buia povertà sino a rinascere e diventare simbolo di benessere e opulenza. Ma nelle arterie di Dublino, oltre al traffico sempre più caotico, scorre la storia di un popolo fiero e colto che ha regalato al mondo arte, letteratura, musica.

Ogni via della capitale, percorsa sui Double Decker o a piedi, è intrisa di questo passato che un futuro ultramoderno cerca di piegare al turismo di massa. Ma i simboli di ieri vivono ovunque.

Negli edifici georgiani di Parnell Square e O’ Connell Street, il centro della città, dove i fori dei proiettili dell’Insurrezione di Pasqua del 1916 sono memoria sulle mura della Posta Centrale.

Nelle melodie dei menestrelli a Temple Bar, il quartiere intellettuale, a pochi passi dalla Bank of Ireland. Struttura imponente e di prestigio, costruita per ospitare il parlamento irlandese, “cancellato” nel 1801 con l’Act Of Union.

Nell’università d’Irlanda, il Trinity College, fondato da Elisabetta I nel 1592, dove teche protettrici conservano il Book Of Kells, uno dei libri più antichi e preziosi al mondo che contiene i quattro vangeli in latino e fini illustrazioni complesse.

Nel tintinnare dei boccali alla Guinness Storehouse, dove la birra è diventata primato. Dal settimo piano del vecchio edifico, il Gravity Bar, si possono intuire il campanile cattolico della Christ Church e quello protestante della cattedrale di San Patrizio.

Nei Docks dove macchine efficienti hanno sostituito le povere e forti braccia di un tempo: caricano e scaricano merci che navi attraccate nel porto distribuiranno in tutto il mondo come le luci sfumate e le storie di Dublino che il River Liffey porta al mare ogni giorno.

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LIBRI

Diario d’Irlanda

"Diario d'Irlanda" di Heinrich Boll - Oscar Mondadori, 1999

Yeats Country

"Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda" di Andrea Lessona - Edizioni Saecula, 2008



6 commenti a “Dublino, le storie del Liffey River”

  • aurelia bocconi alle ore 8:34 pm scrive:

    che magia, dublino. ci vivrei per sempre. le luci che hai fermato nella tua fotografia sono quelli che mi porto nel cuore insieme alle storie del fiume della capitale.

  • Andrea Lessona alle ore 2:03 pm scrive:

    Gentile Aurelia,

    grazie per il tuo commento.

    La sensazione che ti regala Dublino è la stessa che provo io ognivolta che ci ritorno. O che la penso.

  • Gianmauro Interlandi alle ore 11:51 am scrive:

    Emozioni, magie, profumi, colori e suoni… Di tutto ciò è ricca l’Irlanda e Dublino in generale.. Ogni anno cerco una scusa per tornarci qualche giorno.. Ho trascorso lì un anno della mia vita.. Un anno che mi porterò per sempre nel cuore…

  • Andrea Lessona alle ore 10:41 am scrive:

    Gentile Gianmauro,

    grazie per il tuo commento.

    Dublino e l’Irlanda sono tutto ciò che descrivi: una terra permeata di “magia” da vivere in ogni angolo dell’Isola.

  • silvia alle ore 2:23 pm scrive:

    Cinque volte a Dublino… e ancora mi ritrovo a sognarla!!!! è una città magica!!!!

  • Andrea Lessona alle ore 12:36 pm scrive:

    Gentile Silvia,

    grazie per il tuo commento.

    La penso come te: Dublino ha un’aura di magia che la rende davvero speciale.

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