« E fu allora che uscii e m’imbattei in Città di [...] Trieste, uno sguardo verso il mare »


Dublino, le storie del Liffey River - foto : Liffey River © Andrea Lessona
Liffey River © Andrea Lessona
11.11.2008

Dublino, le storie del Liffey River

di Andrea Lessona

Dublino scivola nel Liffey River con le sue luci sfumate. Barlumi indefiniti di notti lontane che raccontano di quando era solo un nucleo celtico, Baile Atha Cliath, e più tardi di quando i vichinghi fecero dello stagno nero, Dubh Linn, un centro permanente.

Storie e nomi annegati nel fiume che la divide e la unisce, in cui si specchia ogni giorno per restituire di sé l’immagine sfregiata dal giogo britannico e la fotografia sbiadita della Libertà ritrovata.

Anni di buia povertà sino a rinascere e diventare simbolo di benessere e opulenza. Ma nelle arterie di Dublino, oltre al traffico sempre più caotico, scorre la storia di un popolo fiero e colto che ha regalato al mondo arte, letteratura, musica.

Ogni via della capitale, percorsa sui Double Decker o a piedi, è intrisa di questo passato che un futuro ultramoderno cerca di piegare al turismo di massa. Ma i simboli di ieri vivono ovunque.

Negli edifici georgiani di Parnell Square e O’ Connell Street, il centro della città, dove i fori dei proiettili dell’Insurrezione di Pasqua del 1916 sono memoria sulle mura della Posta Centrale.

Nelle melodie dei menestrelli a Temple Bar, il quartiere intellettuale, a pochi passi dalla Bank of Ireland. Struttura imponente e di prestigio, costruita per ospitare il parlamento irlandese, “cancellato” nel 1801 con l’Act Of Union.

Nell’università d’Irlanda, il Trinity College, fondato da Elisabetta I nel 1592, dove teche protettrici conservano il Book Of Kells, uno dei libri più antichi e preziosi al mondo che contiene i quattro vangeli in latino e fini illustrazioni complesse.

Nel tintinnare dei boccali alla Guinness Storehouse, dove la birra è diventata primato. Dal settimo piano del vecchio edifico, il Gravity Bar, si possono intuire il campanile cattolico della Christ Church e quello protestante della cattedrale di San Patrizio.

Nei Docks dove macchine efficienti hanno sostituito le povere e forti braccia di un tempo: caricano e scaricano merci che navi attraccate nel porto distribuiranno in tutto il mondo come le luci sfumate e le storie di Dublino che il River Liffey porta al mare ogni giorno.

LIBRI

Diario d’Irlanda

"Diario d'Irlanda" di Heinrich Boll - Oscar Mondadori, 1999

Yeats Country

"Yeats Country. Viaggio nello spirito dell’Irlanda" di Andrea Lessona - Edizioni Saecula, 2008



6 commenti a “Dublino, le storie del Liffey River”

  • aurelia bocconi alle ore 8:34 pm scrive:

    che magia, dublino. ci vivrei per sempre. le luci che hai fermato nella tua fotografia sono quelli che mi porto nel cuore insieme alle storie del fiume della capitale.

  • Andrea Lessona alle ore 2:03 pm scrive:

    Gentile Aurelia,

    grazie per il tuo commento.

    La sensazione che ti regala Dublino è la stessa che provo io ognivolta che ci ritorno. O che la penso.

  • Gianmauro Interlandi alle ore 11:51 am scrive:

    Emozioni, magie, profumi, colori e suoni… Di tutto ciò è ricca l’Irlanda e Dublino in generale.. Ogni anno cerco una scusa per tornarci qualche giorno.. Ho trascorso lì un anno della mia vita.. Un anno che mi porterò per sempre nel cuore…

  • Andrea Lessona alle ore 10:41 am scrive:

    Gentile Gianmauro,

    grazie per il tuo commento.

    Dublino e l’Irlanda sono tutto ciò che descrivi: una terra permeata di “magia” da vivere in ogni angolo dell’Isola.

  • silvia alle ore 2:23 pm scrive:

    Cinque volte a Dublino… e ancora mi ritrovo a sognarla!!!! è una città magica!!!!

  • Andrea Lessona alle ore 12:36 pm scrive:

    Gentile Silvia,

    grazie per il tuo commento.

    La penso come te: Dublino ha un’aura di magia che la rende davvero speciale.

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