Nel cuore delle Dolomiti, splendido anfiteatro naturale, esistono anche itinerari poco battuti, ma non certo meno meritevoli di visita. A Sottoguda, piccola frazione della provincia di Belluno, ciò è più vero che mai.
I “Serrai” di Sottoguda, sono una gola unica al mondo, estendendosi per circa due chilometri, con pareti a picco alte centinaia di metri e con poco spazio tra l’una e l’altra.
Al visitatore stupefatto, lo spettacolo si presenta meraviglioso, formando a tutti gli effetti un piccolo canyon italiano, da esplorare però dal basso. Artefice di questo capolavoro naturale è il piccolo torrente Pettorina, il quale, nel corso dei secoli, ha eroso il terreno fino a formare la voragine che oggi possiamo ammirare.
Il percorso tortuoso e mai lineare è dovuto, come è facile intuire, alla conformazione del terreno che il piccolo rio ha incontrato durante il suo infaticabile percorso.
Da sempre abitati, questi luoghi hanno segnato profondamente la vita delle persone, contribuendo alla nascita di numerosi miti ed altrettante leggende.
Una delle più famose è quella riferita a Re Ombro, sovrano dei Serrai e protetto da portoni di oro massiccio posti all’accesso della gola. C’è spazio pure per gnomi, fate buone e quant’altro contribuisca ad alimentare l’atmosfera misteriosa, quasi magica, del luogo.
Camminando lungo il sentiero ai lati del Pettorina, il visitatore attento non potrà non scorgere alcuni segni tipici della presenza umana. I fori praticati sulle pareti di roccia servivano anticamente a fissare piccoli ponti in larice, al fine di agevolare lo spostamento del bestiame.
In primavera però tali ponti erano (e sono tutt’ora) rimossi per evitare le piene del Pettorina, causate dallo scioglimento dei ghiacci invernali. In inverno i Serrai attirano comunque parecchi turisti, perlopiù appassionati di arrampicata. Le numerose cascatelle, infatti, diventano vere e proprie pareti di ghiaccio su cui arrampicarsi coi ramponi, addirittura tra le più attraenti d’Europa.
Piacevoli passeggiate durante tutto l’arco dell’anno aiutano a scaricare la tensione accumulata, accompagnati dal gorgoglio dell’acqua tra i sassi, l’odore del fieno appena tagliato e la fierezza delle rocce millenarie della Marmolada.
Da lodare la volontà delle amministrazioni locali e della popolazione di preservare la zona, dichiarata non soltanto a parole, Riserva Naturale.
Sottoguda è anche un centro di prim’ordine per quanto riguarda l’offerta turistica, non orientata alla quantità ma alla qualità della ricezione. Può sembrare banale, ma di questi tempi non è poco.




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