GPS programmato sul confine Veneto-Alto Adige. Nel cuore delle Dolomiti di Sesto. Senza aspettare l’estate per escursioni a tutte le latitudini, una giornata di sole è sufficiente per mettersi in marcia verso la montagna e arrivare, senza troppa difficoltà, alle pendici delle celeberrime Tre Cime di Lavaredo (Drei Zinnen in tedesco).
Per raggiungere questo inimitabile scenario montuoso, è sufficiente raggiungere il Trentino Alto-Adige, fra Moso e Sesto, ed entrare in Val Fiscalina, a 1454 sl.m. Per chi vuol faticare (e parecchio) dopo tre ore abbondanti di camminata, si arriva al Rifugio A. Locatelli (2438 m.) e da lì, si può poi proseguire verso i tre colossi rocciosi.
Per chi invece ama le comodità, niente di più facile. Raggiunto il lago di Misurina, o in macchina (se regge le salite) o con l’autobus, si può arrivare al Rifugio Auronzo (più volte sede di arrivo della competizione ciclistica del Giro d’Italia), e quindi, puntando sulla strada che porta al rifugio Locatelli, fare la conoscenza delle tre sorelle Lavaredo.
Delle Tre Cime, la più alta è la Grande, la centrale (2999 m). La seconda per dimensioni è la Cima Ovest (2973 m) e infine la Cima Piccola, la più bassa ma la più elegante per lo slancio delle forme, tra cui spicca quella dello Spigolo Giallo, alpinisticamente molto famoso.
Le cime sono tre enormi zolle rocciose, isolate e disposte in modo simmetrico che si innalzano dai ripiani di Longéres e di Lavaredo a sud, e della Grava Longa a nord. Costituiscono lembi di Dolomia Principale, isolati dall’erosione. Lo strato su cui si elevano è formato da strati appartenenti alla Formazione di Raibl, in parte ricoperti dalle ghiaie lungo le pareti.
È interessante notare come il gruppo delle Tre Cime sia separato da quello del Paterno da una faglia di direzione nord/nord-ovest e sud/sud-est, per la quale il secondo blocco risulta tettonicamente più abbassato rispetto al primo.
Le prime ascensioni delle tre vette avvennero fra il 1869 ed il 1881 lungo i più articolati versanti meridionali che si specchiano nel lago di Misurina. Il primo salitore della Cima Grande fu il viennese Paul Grohmann, accompagnato dalla guida di Sesto (BZ), Michael Innerkofler.
Dopo la Grande Guerra invece, nel 1933, fu il triestino triestino Emilio Comici (il cui nome è stato dato anche a un rifugio poco lontano) e i cortinesi Giuseppe ed Angelo Dimai portarono a termine sulla strapiombante parete nord della Cima Grande, ritenuta a suo tempo inaccessibile.
Non ho conoscenze tali da avventurami in cordate e simili. Mi accontento del mio status di semplice camminatore. Mi avvicino. Le guardo da più prospettive. Giro loro intorno. Faccio una sorta di prudente snow-board con le scarpe da trekking sul sentiero semi-innevato. Finisco col sorriso sulla faccia. Ed è tutto per loro. Le tre Cime.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car


