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Delft, quando storia e magia si incontrano - foto : Delft, East Gate © Ente Nazionale Olandese
Delft, East Gate © Ente Nazionale Olandese

Delft, quando storia e magia si incontrano

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Non c’è altro modo di definire Delft se non con l’aggettivo graziosa. Classica città olandese, ariosa e tranquilla, ha tutto di una piccola Venezia: bianchi ponti che scavalcano il piccolo canale artificiale Delf, preziose ceramiche dai caratteristici colori bianchi e blu e un famoso artista che ha fatto di lei una città da citare nei libri d’arte.

Il Tintoretto sta a Venezia, come Johannes Vermeer sta a Delft. Entrambi fecero della luce il punto imprescindibile di un’arte che doveva rinnovare se stessa. Vermeer dipingerà 35 capolavori che oggi sono sparpagliati nei più prestigiosi musei del mondo, regalandoci l’aria e la tradizione della Delft targata XVII secolo.

Il contesto fa l’artista: si disse che Vermeer seppe infondere vita alle sue opere, perché passò tutta la sua esistenza in un ambiente straordinariamente palpitante.

Una ricca città mercantile che fu, per un certo periodo di tempo, sede della Compagnia delle Indie Orientali. L’America era da poco stata scoperta e la piccola Delft vivrà il suo periodo più florido; un periodo che poi verrà rinominato per l’appunto Secolo d’Oro.

In quegli anni giungevano dall’Oriente ricche manifatture, tra le quali quelle splendide porcellane bianche e blu che provenivano dalla Cina e che poi gli artigiani di Delft riproporranno con tanta grazia e spiccata propensione artistica. Una tradizione che ancora oggi, fortunatamente, continua.

La cittadina è rigogliosa e verdissima, tenuta con cura come solo i paesi nordici sanno tenere con cura le proprie città. Con rispetto e amore per la natura, innanzitutto. E con rispetto e amore per le tradizioni poi.

Guglielmo il Taciturno, storico antagonista della monarchia spagnola e fondatore di quella olandese, risiederà, per lunghi tratti della sua vita, proprio a Delft. Pare la trovasse particolarmente tranquilla.

Visse e morì assassinato a Het Prinsenhof, edificio che oggi ospita il museo più importante della città: ancora oggi si possono vedere i fori dei proiettili con i quali Balthasar Gerards ammazzò il Taciturno.

Non solo storia e non solo arte: Delft deve la sua impareggiabile graziosità all’atmosfera rilassante che si respira nei suoi numerosi localini e alla tradizione che i vari mercatini offrono al turista curioso e alla ricerca di emozioni fuori dal tempo.

Fuori dal tempo e dentro la magia di una cittadina armonica e ariosa.

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LIBRI

Diario di un viaggio a piedi

"Diario di un viaggio a piedi" di Edward Lear - Rubbettino Editore, 2009

Tanti viaggi

"Tanti viaggi" di Vittorio Orsenigo - Archinto, 2011



1 commento a “Delft, quando storia e magia si incontrano”

  • caterina alle ore 9:09 am scrive:

    Raffinatezza, senso del colore, armonia
    Vi si colgono atmosfere poetiche e incisive allo stesso tempo e si rimane lì, a guardare… per vedere, per cogliere quelle sfumature – di umanità e riservatezza – che la città custodisce in sè quasi fosse uno scrigno e, in effetti lo è.
    Grazie
    caterina

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