Tutti in canoa da Città di Castello, in Umbria, a Ostia Antica, alla foce del Tevere. La trentunesima Discesa Internazionale del Tevere, che si svolge dal 24 aprile al 2 maggio 2010, è l’occasione per scoprire questo fiume in compagnia di appassionati che arrivano anche da tutta Europa.
E chi non va in canoa? Quasi l’intero percorso viene seguito ora da camminatori, ciclisti e cavalieri. È una grande festa itinerante, un campeggio nautico lungo il fiume. La notte, infatti, si dorme in tenda o in camper o con il sacco a pelo in palestre messe a disposizione dai comuni rivieraschi.
Alcune tappe sono per canoisti con un minimo di esperienza, e lo so bene essendomi rovesciato due volte, da Città di Castello a Umbertide. Qui la vegetazione è molto ricca, e da un momento all’altro potreste avvistare il guizzo di un martin pescatore o la sagoma dell’airone cenerino intento a pescare.
Uno dei tratti più suggestivi poi è quello verso il lago di Corbara, dove il Tevere sembra esprimere al meglio tutte le tonalità di verde che lo caratterizzano. La maggior parte delle tratte sono davvero adatte a tutti. Il 30 aprile, ad esempio, si attraversa il rilassante paesaggio del territorio sabino e vi partecipano anche alcuni canoisti disabili (fisici e sensoriali), assistiti da operatori volontari qualificati.
Lo schema, ormai collaudato, prevede tappe giornaliere di 20-30 chilometri e il recupero giornaliero delle auto, effettuato con l’aiuto di un pullman consente anche al singolo canoista di poter partecipare alla manifestazione per i giorni desiderati. La Discesa è guidata da esperti e lo scopo non è agonistico ma promuovere la canoa e gli altri mezzi rispettosi dell’ambiente.
L’ultima tappa, il 1 maggio, dalla diga di Castel Giubileo a Testaccio, attraversa un tratto urbano che a dispetto dell’inquinamento è paesaggisticamente tra i più belli di tutto il percorso. Si caratterizza per la folta vegetazione delle sponde con enormi pioppi, salici e ontani tra cui volano aironi e numerosi cormorani: è facile vederli sostare con le ali aperte ad asciugare o tuffarsi a pescare appena scorgono la vostra canoa.
Una presenza curiosa è quella delle tartarughe acquatiche americane, che si rosolano al sole sui tronchi come se si trovassero nelle paludi della Florida.
Sono in molti ad unirsi alla pagaiata finale. L’ingresso in città è un momento attesissimo, con il passaggio delle rapide sotto Ponte Milvio dove ogni anno sono centinaia coloro che accolgono i canoisti e non potrebbe esserci luogo migliore a ricevere il pacifico esercito degli amanti del Tevere.
Dallo scorso anno si prosegue il 2 maggio fino a Ostia Antica, completando così la scoperta del fiume quasi dalla sorgente alla foce, se dighe e sbarramenti non impedissero di percorrerlo nella sua interezza. Per informazioni: www.discesadeltevere.org





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