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Da Istanbul ad Assos: le terre del mito (4) - foto : L'acropoli di Assos © Fede Ranghino
L'acropoli di Assos © Fede Ranghino

Da Istanbul ad Assos: le terre del mito (4)

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E’ tempo di tornare alla città, ad Istanbul. La decisione è di attraversare la Turchia asiatica costeggiando la sponda sud del Mar di Marmara fino al Bosforo. L’ultima tappa è visitare la città alta, le vestigia della greca Assos.

Lasciamo il porticciolo con una stretta al cuore e salutati dalla gentilezza dei nostri ospiti.

Ci arrampichiamo fino alla Behram Kale moderna, costeggiando le antiche mura monumentali. Parcheggiamo la Alfa ed inizia la salita verso l’acropoli. La strada serpeggia ripida sul fianco della collina, l’atmosfera è impalpabile, rarefatta. Sul ciglio bancarelle ovunque tenute da piccole donne raggrinzite in abiti tradizionali: le merci più comuni sono pizzi e piccoli tappeti lavorati a mano.

La Prima Guerra Mondiale e il crollo dell’Impero Ottomano decretarono il destino recente di queste terre. Le isole di fronte alla costa dell’Anatolia passarono alla Grecia e la popolazione di origine ellenica abbandonò la costa. Ma nei costumi, negli usi e tra i visi si leggono ancora le antiche origini.

Gli edifici moderni si interrompono, quasi come un muro di invisibile rispetto per l’antichità frenasse il naturale istinto dell’uomo di aspirare alla cima della collina.

La Assos greca fu fondata circa mille anni prima di Cristo da coloni provenienti da Lesbo. L’impatto è meno intenso di quello che abbiamo vissuto a Troia: Assos non rientra nella dimensione del mito ma in quella della storia. Qui Aristotele visse per un anno, in occasione del suo matrimonio con Pizia. Alessandro Magno liberò queste terre dai Persiani. In epoca Romana, San Paolo si fermò ad Assos durante un pellegrinaggio di evangelizzazione in Asia Minore. Poi la lenta decadenza.

L’acropoli era costruita intorno al tempio dorico dedicato ad Atena, di cui restano i pavimenti e alcune colonne. I resti non sono molti.

Il vento è forte, la brezza di mare rinfresca una giornata caldissima. Ci sentiamo sospesi tra il blu intenso del mare e i colori della terra. La parete a strapiombo ci permette di salutare un’ultima volta il porticciolo di cui siamo stati ospiti.

Visitiamo la piccola moschea appena fuori il perimetro archeologico: una delle più antiche di questa parte della Turchia.

Riprendiamo il viaggio di ritorno verso nord, verso la Channakale che ci ha accolto in Asia. Soltiamo verso est, costeggiano la riva meridionale del Mar di Marmara. Il viaggio è lungo e faticoso per le strade spesso sconnesse e logore.

Superiamo Bandirma e attraversiamo un entroterra verdissimo e collinare. Bursa ci regala un tratto di autostrada e la fine della Turchia antica, dei paesaggi graffiati, della natura mediterranea quasi incontaminata.

Non siamo di molte parole. Sappiamo che la nostra vacanza è agli sgoccioli. Sentiamo la nostalgia del dono delle terre che abbiamo alle spalle.

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LIBRI

La Turchia a cavallo di un fez

"La Turchia a cavallo di un fez" di Jeremy Seal - Feltrinelli Traveller, 2000

Tre uomini in bicicletta

"Tre uomini in bicicletta" di Paolo Rumiz, Francesco Altan - Feltrinelli, 2002



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