Il giorno è perfetto. Fra le rocce della costa il vento soffia sul sole. Distinguo già le tue soffici onde estive dai pavimenti naturali. Ti aspetterei per una vita intera come si conviene con un panorama. Mi spalanco alle tue acque, mentre il perimetro dell’orizzonte si dissolve in queste coccole di nuovi sogni appena battezzati.
Basta il primo sguardo sul mare di Cipro, per capire di aver fatto tanta strada per un motivo. Come un Romeo dal finale (spero) meno drammatico, rinnego tutto quello che ho imparato sui colori fino a ora. Dimentico le terre. Faccio tabula rasa di quanto penetrato nelle mie iridi.
Non c’è limite alla realtà quando la fantasia s’inchina a ciò che vede. Vorrei che il Tempo non lasciasse entrare più alcuno nella mia vita. Qui, immerso in un’isola con diecimila anni di storia. Nel ventre caldo del Mediterraneo. Vorrei aprire gli occhi, ma di fatto già lo sono. E allora, fedeli sibili di una brezza futura si ripassano la lezione dell’immortalità.
Terza isola per grandezza del “Mare Nostrum”, l’antica Kipros, grazie (o a causa) della sua posizione strategica, ha visto passare innumerevoli civiltà con brame di allargare le proprie conquiste. Greci, Romani, Bizantini, Templari, Lusignani, Veneziani, Ottomani e Inglesi. Le sue coste però sono rimaste le stesse. La cultura della Natura è una sola.
Nel solo 2007 Cipro s’è vista assegnare cinquantadue sue spiagge di varie località dell’isola con l’ambita Bandiera Blu (il massimo riconoscimento internazionale). La brezza mi spinge fino a Pafos, cittadina interamente dichiarata patrimonio dell’umanità, nonchè culla greca di Afrodite, e capitale dell’isola ai tempi di Greci e Romani.
Arrivato fin là, è d’obbligo una visita a Petra Tou Romiou, il tempio della Dea che tutti vorrebbero conquistare con la divina arte della seduzione. Lì, davanti allo scoglio dove la leggenda dice sia nata Afrodite. L’intensità dei raggi delle ore calde reinventano la combinazione del mio continuo stupore.
Vago in cerca di ulteriori segnali. Passo per Peyyia, Protaras, Pissouri e Limassol, dove una lunga tradizione mercantile è ancora viva. Anche qui c’è spazio per la leggenda, nel Castello di Limassol, dove Riccardo Cuor di Leone avrebbe sposato e incoronato Berengaria di Navarra.
Continuo a passeggiare sull’acqua. Il check-in è saltato da un pezzo. Ho abolito tutti i dopodomani. Sto accordando i ricordi dei miei giochi con il suono di quest’acqua cristallina. Una sirena d’acqua salata è in pieno fermento e furto sentimentale di ciò che mi sono portato a lungo appresso. Eccomi, sto correndo per starle sempre più vicino.





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