Calabria costiera. C’è l’odore di un sentiero a ridosso del mare. Tra qualche scorcio costiero dell’Italia meridionale. Si cammina sotto il sole per poi scendere fra le insenature. E lì di fronte, un colore tirrenico ancora mai visto. Solo immaginato fino ad ora.
Poco lontano da San Nicola Arcella (Cs), la natura prende il sopravvento. La roccia scivola nell’acqua come un essere umano metamorfico mutato in pietra da chissà quali divinità. C’è qualche piccola grotta dove il mare provoca la sua azione. Il perimetro del cielo viene scolpito da curve tanto ripide quanto ammalianti.
Mi siedo sulla ghiaia marina trasportata dalla corrente. Ne vengo quasi sbeffeggiato e sballottato da tutte le parti. Sento l’acqua invadere tutti i pori del mio corpo. Mi offre lo spunto. Le pagine. Ogni onda è un nuovo diario di bordo da assaporare. E tramandare. In ogni onda ci sono alfabeti e messaggi da custodire e interpretare.
Tutta l’acqua che si è messa di mezzo fra me e il mio cuore è sempre stata una scelta che feci in piena libertà dallo sciopero di qualche malcapitato ciabattino. Pulsante caricamento di pensieri costellati da sorrisi e mondi folgorati dal medesimo ossequio ritmato.
Il gesto di qualcosa irrompe nel diamante liquido. È stato un tuffo o sono le vertigini dell’amore che si sono fatte comodo sipario alzato per godersi ogni meglio e resto della vita? Bastano pochi minuti e si passa dagli ombrelloni super-affollati, allo sguardo solitario di una cresta che sbuca dal fondale.
Ogni coppia che si riversa in questo angolo costiero, ha guardato tutto dall’alto della loro più tenera stretta di mano. Paiono potersi addormentare sognando un ponte che non sappia più allontanare il dono che hanno deciso di concedersi. E già da allora, la magia d’ogni nuovo giorno dopo è stata all’altezza del primo ricordo che ognuno ebbe del cuore dell’altro/a.
La fitta macchia intanto, ci scruta tutti quanti. C’è molta flora selvaggia che cresce spontanea. Tentare di salire su uno scoglio è un’impresa non da poco che può costare qualche graffio se non si sta attenti. Quasi non credo ai miei occhi da quanto il mare sia limpido. È come se avesse un sapore diverso (ce l’ha).
Prima di scrivere, ho pensato che reazione avrebbero potuto avere i vostri occhi. Non è vero. Non l’ho pensato, ma l’ho voluto comunicare. Capire in che direzione vada la propria ombra, con il sole sopra di noi, è un effetto che non tutti sono in grado di spiegare. Separare le onde dal mare è un incantesimo ancora ben celato.





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Bellissimo articolo…
Bravissimo Autore!
ciao Caterina, grazie mille…buona giornata, e cari saluti