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Australia: Byron Bay, il mito - foto : Il faro di Byron Bay © makani5
Il faro di Byron Bay © makani5

Australia: Byron Bay, il mito

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L’Australia rivela la sua migliore anima di “easylife” a circa ottocento chilometri da Sydney, sulla costa settentrionale in direzione nord.

Scampata miracolosamente alla distruttiva cementificazione tipica della vicina Gold Coast, Byron Bay rappresenta per molti il punto di arrivo (o di partenza) ideale per conoscere e capire lo stile di vita di questo paese-continente.

La deliziosa cittadina si adagia ai piedi di capo Byron, promontorio dal fascino particolare e punto più orientale del continente australiano. Meno di seimila persone sono, di fatto, una comunità impegnata socialmente per mantenere inalterato lo straordinario ambiente naturale della zona.

Primo consiglio comunale australiano guidato dal Green Party, a Byron Bay non c’è traccia delle catene di fast food come McDonald’s, KFC o Hungry Jack’s. Anche questo fa parte di una precisa politica volta a salvaguardare la salute dei cittadini, i quali, oltre ad esserne ben felici, ne vanno addirittura fieri.

Naturalmente, la località fonda la sua attuale ricchezza sul turismo interno ed internazionale. La capacità ricettiva è tuttavia piuttosto limitata ed in alta stagione è consigliabile prenotare per tempo.

Passeggiare oggi per le ampie strade di Byron Bay è un’attività estremamente piacevole, ma non è sempre stato così. Il processo di trasformazione del paese è iniziato soltanto alla fine degli anni sessanta, quando Byron Bay venne alla ribalta come meta “alternativa” e trendy, amata dai giovani, soprattutto se surfisti.

Gli anziani ricordano, senza alcuna nostalgia, i graveolenti insediamenti industriali legati all’industria della pesca, della carne e dell’indotto, oltre che della gigantesca Norco, la maggiore industria casearia australiana dell’epoca.

Coloro i quali amano gli sport acquatici, troveranno sicuramente Byron Bay molto attraente. Famosa per le sue onde ed i suoi numerosissimi surfisti, la località è apprezzata anche per gli splendidi fondali marini, nei quali fare immersioni.

L’offerta è comunque molto variegata. Deltaplano e paracadutismo per chi ha fegato da vendere, ma anche kayak, escursioni organizzate, istruzioni per la costruzione di castelli di sabbia e, addirittura, lezioni circensi. Impossibile annoiarsi, a Byron Bay.

I più sedentari e gli stakanovisti della tintarella prezzeranno le numerose spiagge della zona, tra le quali è doveroso citare Main Beach, proprio di fronte alla città, Belongil Beach, nella quale è possibile praticare il nudismo, e la straordinaria Tallow Beach, sette chilometri di sabbia finissima.

Ma è al tramonto che la città dà il meglio di sé. Imperdibile è la passeggiata che sale fino a Cape Byron, dove ha sede un maestoso faro, il più potente di tutta l’Australia. Da qui si gode una vista di incomparabile bellezza dell’oceano Pacifico.

Una strana sensazione di pace prende alla schiena: davvero difficile non commuoversi, anche soltanto per un istante. Dopo il tramonto, la zona La notte riserva una vivacità molto particolare, fatta di cinema all’aperto, di locali originali e di feste sulla spiaggia, il tutto però senza troppo chiasso.

Al mattino, dopo una passeggiata tonificante sulla spiaggia, niente di meglio di una buona colazione. Da provare le ciambelle biologiche, specialità di alcuni locali del centro.

Le “linee guida” della comunità di Byron Bay si ritrovano anche nei numerosi centri benessere e di terapia alternativa sorti in questi ultimi anni lungo le vie della città. Si spazia da percorsi di autoconsapevolezza a programmi per il rilassamento del corpo e della mente, per finire con le immancabili lezioni di yoga ed i massaggi localizzati.

In conclusione, questa atmosfera, un po’ mistica, un po’ rilassata, ha contribuito a creare il mito di Byron Bay, una sorta di “terra promessa”, un angolo di tranquillità (ma in Australia non è l’unico) nel quale parecchie persone vorrebbero trasferirsi.

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LIBRI

Diario d’acqua

"Diario d’acqua. Viaggio a nuoto attraverso la Gran Bretagna" di Roger Deakin - EDT, 2011

Un anno in otto ore

"Un anno in otto ore" di Dario Sorgato - Gruppo Albatros Il Filo, 2006



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