Gauguin e Matisse la frequentarono tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo insieme a scrittori e altri artisti. Nota anche come Isola dei Fiori, l’Île de Brehat è raggiungibile in battello da Pointe de l’Arcouest ed è formata da due grandi isole. Sull’Île Sud predominano i pini, i ciottoli e una vegetazione lussureggiante; la brughiera e le coste frastagliate caratterizzano invece l’Île Nord.
Nel suo punto più settentrionale, il Phare du Paon: ricostruito in porfido rosso nel 1947 dopo essere stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, dalla sua piattaforma lo sguardo si perde sull’oceano aperto.
Dove la linea della costa, proseguendo verso levante, si protende all’improvviso verso nord; dove si può osservare il mare da 70 metri di altezza, oltre le rocce di pietra di calcarea rosa dopo aver camminato tra l’erica e il ginestrone. Quel luogo è lo spettacolare Cap Fréhel con i suoi due fari, uno costruito da Vauban nel 1600, l’altro, più recente, del 1950.
Più avanti i bastioni possenti e ben conservati di Fort La Latte che sorveglia questo tratto di litorale bretone già dal XIII secolo. Monumento storico dal 1931, dai suoi bastioni la vista spazia sul mare e sulla Côte d’Emeraude.
Le località marittime della Costa di Smeraldo aprono le porte al dipartimento dell’Île et Vilaine, dal nome dei due fiumi che lo attraversano. Superata la cittadella fortificata di St-Malo, tragicamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita con stili architettonici coerenti con la sua storia, a est di Cancale la costa si trasforma.
Dopo le paludi di Dol, discende in una baia formata da una vasta distesa di sabbia punteggiata dai bouchots, i paletti di quercia usati per l’allevamento delle cozze. Nel mezzo della baia, in fondo all’estuario del Couesnon, appare l’inconfondibile e magica sagoma di Mont-St-Michel con la sua abbazia, gioiello dell’architettura gotica, racchiusa tra alte mura difensive. I lavori per la costruzione dell’abbazia risalgono al X secolo. Cresciuta col tempo e meta di pellegrinaggi nel XII e XIII secolo, durante la Rivoluzione francese diventò una prigione.
Dall’alto dei suoi bastioni è imperdibile lo spettacolo delle lunghe onde di marea che scorrono libere sulle lisce distese di sabbia a una velocità impressionante. In poche ore il monte è circondato dal mare.
Galleggia, quasi come un corpo estraneo, solo la striscia d’asfalto che collega stabilmente l’abbazia alla terraferma e che ha favorito una pressione turistica che spesso toglie fascino a questo panorama unico.
Mont-St-Michel ritrova la sua magia nel silenzio dell’ora blu.





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