In canoa, a piedi o in bicicletta. La scoperta della valle dell’Altmühl, nell’omonimo Parco Naturale, non può che essere slow, lenta e rilassata, quasi ispirata dal placido scorrere del fiume da cui prende il nome. Il corso sinuoso disegna una valle sulla quale si affacciano formazioni di roccia calcarea, boschi verdeggianti, borghi colorati e castelli.
Poco prima di giungere sulle sue rive, la cittadina di Weissenburg mostra orgogliosa il castrum Biriciana e la porta Decumana. Situati appena fuori le mura medievali, testimoniano la storia antica di questa cittadina che fu caposaldo dell’impero romano.
Poco dopo Treuchtlingen, ecco Pappenheim, porta d’ingresso alla valle dell’Altmühl. Un’ampia ansa del fiume ne cinge il centro storico perfettamente conservato sul quale veglia un antico maniero che ospita un museo e frequenti rievocazioni storiche.
Superati i Dodici Apostoli, curiose formazioni calcaree in sequenza, il corso del fiume invita a un salto nella preistoria della Franconia con la cava di pietra del Blumenberg nei dintorni di Eichstatt. Qui, dove 150 milioni di anni fa si estendeva una laguna tropicale, tutti possono vivere una giornata da archeologi e, martelletto alla mano, andare a caccia di fossili dell’era giurassica.
Il centro più importante della valle è Eichstatt, cittadina universitaria e sede vescovile dalle architetture barocche, dominata dal castello di Willibaldsburg. Dietro il Duomo, la Residenzplatz è uno dei complessi urbanistici più interessanti della Germania meridionale.
Subito dopo Beilngries, le acque dell’Altmühl confluiscono in quelle del canale Meno-Danubio, la via d’acqua artificiale lunga 3.500 km che collega il Mare del Nord e il Mar Nero. L’opera, avviata senza successo già da Carlo Magno e poi da Ludwig I di Baviera, è stata inaugurata nel 1992 tra le contestazioni per i danni ambientali e gli alti costi di realizzazione.
Poco a nord della confluenza, le acque del canale lambiscono Berching, una delle città fortificate più integre della Baviera con le sue mura costruite 500 anni fa, le tredici torri e le quattro porte perfettamente conservate.
Tornati sull’Altmühl, poco dopo la chiesetta di St. Agatha che appare tra i campi, il borgo di Riedenburg anima le acque del fiume con i riflessi delle sue case colorate e quelli del maniero Rosenburg dove è possibile assistere alle esibizioni dei falconieri e dei loro rapaci.
Pochi chilometri ed ecco apparire la sagoma inconfondibile del castello di Prunn: costruito su uno sperone roccioso e circondato dai boschi, è uno dei castelli feudali più scenografici della Germania meridionale.
Dopo essere passati silenziosi sotto il lungo ponte di legno del piccolo ma pittoresco borgo di Essing, i battelli concludono le loro corse sull’Altmühl a Kelheim. Qui, sotto lo sguardo della Befreiungshalle, la Sala della Liberazione, un’imponente rotonda in stile neoclassico voluta da Ludwig I per celebrare la vittoria su Napoleone nel 1813, le sue acque confluiscono nel Danubio.





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