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Basilicata, natura ancestrale - foto : Maratea (PZ) e il suo mare cristallino © Apt Basilicata
Maratea (PZ) e il suo mare cristallino © Apt Basilicata

Basilicata, natura ancestrale

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Piccola regione dell’entroterra dell’Italia meridionale. La Basilicata fino a un decennio fa nè era conosciuta nè era meta turistica di appassionati scopritori di nuovi e affascinanti luoghi. A giocare un ruolo fondamentale nel rilancio di questa regione, la presa di coscienza delle immense risorse che essa possiede. Risorse da valorizzare e promuovere.

Incanto primordiale. La Basilicata conserva intatta una bellezza paesaggistica, naturalistica e architettonica che sembra non essere stata attraversata dal trascorrere dei secoli e dall’avanzare della modernità.

Antichi borghi, siti archeologici e magnifiche Chiese, Castelli federiciani sono le testimonianze di un passato suggestivo. Conosciamo tradizioni e sapori che raccontano una storia contadina antichissima. I dialetti, gli antichi idiomi, sono i suoni di questa terra. Meravigliosi i panorami offerti da una natura ancora selvaggia.

A dominare sul Mar Tirreno è Maratea, rinomata località turistica, che bagna le sue pendici in queste acque. Il Redentore, una statua marmorea seconda solo a quella di Rio de Janeiro, sovrasta l’intera costa. Qui Venere era solita fare il tiro degli astragali (piccoli ossi ricavati dagli arti inferiori di capre e montoni).

Facciamo tappa sul Massiccio del Pollino (2.248 m), la vetta più alta della Basilicata. Gli antichi Achei lo denominarono Mons Apollineum: il monte di Apollo, figlio di Zeus. La loro immaginazione li spinse a pensare che la sua cima fosse la sede dell’Olimpo, il regno delle divinità greche. Sulle sue alture cresce una specie rara e perciò protetta: il pino loricato.

A far parte del comprensorio del Pollino Latronico (Pz), una cittadina dalla storia millenaria. “Gaudente e libertina” qui conosciamo l’antica usanza del ballo a tre (due maschi e una donna).

Andiamo a spasso con gli Enotri nel territorio del Sauro (Torrente). La presenza di questo popolo è testimoniata dai diversi siti archeologici in cui sono stati rinvenuti preziosi oggetti, amphore, gioielli, arnesi da lavoro.Natura selvaggia, spelonche, alte montagne dal richiamo australiano caratterizzano il territorio di Guardia Perticara (Pz), il borgo medioevale dall’appeal umbro-toscano.

Facciamo un saluto allo scrittore Carlo Levi che fu ospitato da Aliano(Pz) e dalla sua gente durante il suo esilio politico. Gli aridi Calanchi immergono il viaggiatore in un paesaggio quasi lunare. Le trattorie del luogo offrono la possibilità di degustare i piatti tipici come i famosi gnumiriedd (involtini a base di fegato e polmone di capretto o agnello).

Una natura lussureggiante ci accoglie tra valli e lande nel territorio della Valle dell’Agri (Pz) uno dei luoghi più incantevoli della Basilicata. Arricchita da piccoli isolotti e da una rigogliosa vegetazione, immersa in una nebbia fumante rievoca i dipinti romantici del celebre pittore tedesco Friedrich.

Il visitatore che si reca per la prima volta in Basilicata non può non fare una breve sosta a Craco (Mt), ed è così che il borgo solitario ci ospita. Silenzioso, quieto, disabitato. Lui che ha “rifiutato la modernità”.

Ci tuffiamo nelle acque del mar Ionio tra resti di colonne greche e ruderi di vecchi casali consapevoli ormai che la Basilicata esiste. “Tu che ne sai?” “L’hai vista mai?” recita il verso della colonna sonora della pellicola di Rocco Papaleo, Basilicata: Coast To Coast (2010), che ha voluto realizzare il suo ultimo film rendendo omaggio alla sua regione natia.

Prendendo spunto dalla celebre commedia americana Coast To Coast, il regista sceglie di raccontarla attraverso un viaggio che percorre solo alcuni dei luoghi più affascinanti di questa terra. Sopo aver formato una band musicale “Le pale eoliche”, un gruppo di quattro amici decide di partecipare al Festival di Scanzano Ionico, località marittima che si affaccia sul mar Ionio.

Su insistenza di Nicola Palmieri (Rocco Papaleo) professore di un liceo artistico, personaggio sui generis un pò filosofo e un pò viaggiatore, gli amici Nicola, Salvatore e Rocco decidono di partire con lui alla ricerca di se stessi. Al seguito solo un cavallo bianco, un carretto e una giovane giornalista di un piccolo network, interpretata dalla celeberrima Giovanna Mezzogiorno, e decide di seguirli nel viaggio e filmare “le scene di un anacronismo”.

Il viaggio avrà un valore terapeutico per i quattro amici che riusciranno a prendere coscienza del senso vero della loro esistenza. Il film si conclude con un brindisi a base di Aglianico del Vulture, vino doc della regione insignito della medaglia d’oro all’ultima edizione veronese di Vinitaly.

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1 commento a “Basilicata, natura ancestrale”

  • lucano doc alle ore 9:17 pm scrive:

    Grazie all’autrice dell’articolo perchè contribuisce a dare visibilità ad una regione che lo merita veramente! Ai lucani manca solo capacità imprenditoriale, il resto lo ha fatto la natura e la storia.

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