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Armenia, viaggio tra mito e realtà - foto : Armenia, Chiesa di Hayravank sul lago Sevan © Eliseo Bertolasi
Armenia, Chiesa di Hayravank sul lago Sevan © Eliseo Bertolasi

Armenia, viaggio tra mito e realtà

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“Regno di pietre urlanti Armenia, Armenia! Chiami alle armi rauche montagne/ Armenia, Armenia! Voli in eterno verso le argentee trombe d’Asia…”. Sono i versi di una poesia del poeta russo Osip Mandel’stam, forse la più famosa dedicata all’Armenia.

Gli armeni sono un popolo orgoglioso delle proprie origini e della propria storia. Chiamano se stessi hajer ed il loro paese Hajastan. Il nome originario del paese era Hajq, traducibile come “la terra di Haik” (secondo la leggenda, Haik era un discendente di Noè). Il termine “Armenia” fu coniato poi dai popoli confinanti, ricorda il nome della più potente tribù presente nella regione (gli armeni, appunto) e deriva da Armenak, un grande condottiero discendente di Haik.

È un paese dai paesaggi di suggestiva bellezza: canyon, vallate, ampi altopiani, dove terreni aridi e brulli si alternano a foreste lussureggianti, ma anche una Terra custode di grandi tesori religiosi. Decine di chiese, sono celate tra le sue vallate ed i suoi boschi, oppure si ergono solitarie su dirupi quasi inaccessibili al visitatore.

L’origine della chiesa armena risale al periodo dell’evangelizzazione apostolica, gli armeni furono il primo popolo a convertirsi al Cristianesimo, quando, nel 301 il re Tiridate III proclamò il cristianesimo religione ufficiale del suo popolo.

In tutto il paese le numerose chiese e monasteri fortificati, risalenti anche a più di mille anni fa, dopo aver resistito a molteplici invasioni (turche, persiane..), rappresentano ora una viva testimonianza del profondo attaccamento del popolo armeno alla fede cristiana. Accanto ad esse, antichi cimiteri con gli splendidi e caratteristici Khachkar, croci scolpite nella pietra ad intrecci fantasiosi e sempre diversi.

Il profilo di questi monasteri, armonizzandosi col paesaggio circostante, crea un’insieme di rara bellezza, per citarne alcuni: il monastero di Geghard, la più antica delle chiese rupestri, così chiamato dal nome della lancia che trafisse il costato di Cristo, il monastero di Khor Virap, famoso luogo di pellegrinaggio che si trova ai piedi del monte biblico Ararat, la chiesa di Hovhannavank costruita quasi in bilico su una gola vertiginosa.

Notevole anche il complesso religioso di Noravank considerato un capolavoro dell’architettura medievale armena, sia per le soluzioni architettoniche, sia per la sua posizione suggestiva a ridosso di una parete rocciosa color rosa-mattone, la bellissima chiesa di Hayravank situata su un promontorio dal quale si gode di una straordinaria vista del lago Sevan, il monastero di Tatev nel sud del paese, nel X secolo sede di una scuola miniaturistica e di una famosa università.

Sempre nel sud del paese è possibile visitare l’osservatorio astronomico di epoca preistorica di Karaunch, costituito da 204 blocchi di basalto, alcuni forati e allineati alle stelle. Il sito risalirebbe al 3000 a. C. e tuttora è oggetto di studi.

Il turista che si reca in Armenia, ha la sensazione di sentirsi “ospite”. Camminando tra le affollate strade di Erevan, la capitale, si percepisce questo calore, questa ospitalità soprattutto tra le pittoresche vie del centro, in Piazza della Repubblica o nei pressi dell’Operà, dove è tutto un susseguirsi di parchi e laghetti circondati da piccoli bar all’aperto, tra i quali, gli abitanti amano quietamente trascorrere le loro serate estive in compagnia di famigliari e amici, degustando il loro famoso cognac o il loro vino dal tipico gusto intenso.

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Seta Nera, mondo neosovietico

"Seta Nera" di Rafael Dezcallar - Fbe Edizioni, 2010



4 commenti a “Armenia, viaggio tra mito e realtà”

  • mechitar alle ore 9:12 am scrive:

    il viaggiatore non deve assolutamente perdere la visita al Madenataran, dove si raccolgono centinaia di manoscritti miniati, vero tesoro dell’umanità e la visita a zizernagapert con il mausoleo del genocidio
    di un popolo per mano ottomana (1915)

  • Elvira alle ore 5:30 am scrive:

    Abito a Mosca non sono mai stata in Armenia, ma dopo aver letto questo articolo ho un gran desiderio per visitarla. L’autore dell’articolo molto romanticamente ha trasmesso la sua impressione su questo paese . Bravo … grazie mille.
    Чувствуется, что статья написана с большой любовью и уважением к Армении.

  • Rina alle ore 10:59 am scrive:

    Sei bravissimo, articolo molto bene sul Armenia! Credo che tu ami la Russia e l’ex Unione Sovietica. Molto belle le foto.

  • Mariam Asatryan alle ore 12:33 am scrive:

    Congratulazioni all’autore per aver scritto un articolo così interessante, nonostante la brevità è riuscito ad inquadrare diversi aspetti del paese cogliendone i più caratteristici.
    Ha giustamente incentrato l’attenzione sull’importanza della Chiesa armena. La cultura armena fiorì nel Medioevo raggiungendo il suo apice nel V secolo, da allora influenzò efficacemente la religione, come allo stesso tempo, nel corso dei secoli, sia la stessa cultura che l’identità degli armeni vennero tutelate e custodite dalla Chiesa. Purtroppo in un articolo è impossibile abbracciare tutte le peculiarità di una cultura così antica. Aspettiamo con interesse altri lavori dell’autore.
    Asatryan Mariam

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