Il visitatore che abbandona le mete più tradizionali, per spingersi fino ad Abido rimane rapito dal fascino dei suoi monumenti.
L’antica città santa, cinquecento chilometri a sud del Cairo, era il principale centro di culto di Osiride, il dio della morte e della resurrezione, il dio dell’aldilà; qui per tremila anni gli egiziani sono andati in pellegrinaggio a portargli le loro offerte.
La sabbia del suo deserto conserva ancora le tombe dei faraoni della I e della II dinastia (dal 3400 al 2900 a.C.), che furono sepolti qui.
Il tempio di Sethi I (XIX dinastia, 1306-1290 a. C.) è ad oggi l’edificio meglio conservato della città. Dedicato a ben sette divinità, le sue decorazioni sono tra gli esempi più raffinati di arte egiziana di cui si possono ammirare, ancora intatti, i colori.
Camminando all’interno dell’edificio, seguendo la sua particolarissima forma ad “L”, unica in Egitto, si percepisce immediatamente l’originalità del sito, che tuttora rappresenta un mistero per gli egittologi.
Da anni si cerca di accertare l’effettiva esistenza di una camera nascosta sotto il livello delle Stanze degli Archivi , nella quale sarebbe custodito un tesoro: ossia l’insieme dei papiri che racconterebbero la storia del regno di Sethi I.
Ciò che suscita la curiosità degli studiosi è il dislivello del pavimento di oltre tre metri tra le Stanze degli Archivi e il resto del tempio.
Ma non solo: le immagini dipinte sulle pareti delle camere stupirono gli archeologi, infatti le figure raffiguravano il faraone Sethi che offriva agli dei cesti pieni di doni simbolici, tra cui numerosi rotoli di papiro.
E’ stato questo particolare a far nascere in loro l’idea di un tesoro nascosto.




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