Il viaggio assomiglia all’amore. Qualche volta può esserne anche una valida alternativa o un surrogato neppure tanto male!
Dai Grandi Viaggiatori agli Imperfetti Viaggiatori agli Internauti. Chi sono i nuovi viaggiatori?

Racconti che ci fanno riflettere sui viaggi di ieri e confrontarli con quelli di oggi. Al di là del mito del grande viaggiatore dei secoli passati, la differenza profonda è che un tempo viaggiare era percepito come “nobile” e che il mondo era ancora da scoprire.
“Se c’è rimedio perché te la prendi? E se non c’è rimedio perché te la prendi?” Sorridi, e non solo in vacanza!
Ci sono tanti tipi di abitudini, buone e cattive, ma il rischio maggiore per un viaggiatore è proprio fare l’abitudine al viaggio.
“You, you”, “ferengi”, “birr”, “give me pen”: mi trovo nel nord dell’Etiopia, le richieste di elemosina rivolte agli stranieri di passaggio sono assillanti. La sensazione è sempre la stessa, qualsiasi comportamento adottiamo ci sentiamo a disagio.
“Io vado via, perché sarebbe bello tornare qui, ma da turista”… una battuta sull’Italia, ma anche sul turismo e su quel senso di irresponsabilità che lo caratterizza.
Partire è in fondo sempre una ricerca di quell’elusivo oggetto del desiderio che si chiama felicità. E allontanarsi un poco dal proprio mondo aiuta a rendersi conto di poter essere felici.
La partenza e il viaggio come metafora della vita e come scuola di vita. Fondere essere e avere, imparare a dire addio a cose, luoghi e persone. E diventare noi stessi addio.
