
Nel mondo arabo e asiatico, la tessitura è una tradizione che si tramanda con orgoglio e prestigio e ogni filo racconta una storia da leggere attraverso le trame e i colori.

In Uzbekistan, a ridosso del deserto e del nulla, sorge una città il cui nome richiama la luce e dove visse Alessandro Magno. Qui, le trote sono sacre e gli alberi i protettori dei sogni.

Nel cuore del mondo, come lo definisce lo scrittore Colin Thubron, in una zona desertica dove la natura ha dovuto chinarsi al volere sovietico, trasformandosi da deserto in campagna.

Viaggio nell’accogliente e suggestiva Khiva, la città-museo a cielo aperto, oggi avvolta da frutteti e da campi di cotone, e un tempo meta di carovane di schiavi.

L’ex Unione Sovietica l’ha resa un museo a cielo aperto e così si presenta oggi. Ricca di suggestioni azzurre e turchesi nel centro storico. Una gemma asiatica sotto la luce lunare.

Viaggio nella capitale uzbeka, Diversa dal resto del Paese che affonda nel suo passato. Diversa dalle altre città, da Samarcanda, da Bukhara, da Khiva. Diversa. E tutta da scoprire.

Popoli nomadi che vivono nelle tende di feltro e di grasso di pecora, sfidando il deserto e la steppa. Esattamente come nei secoli scorsi. Esattamente come oggi, sulla via della Seta.

Asia centrale. Uzbekistan, paese indipendente dal governo sovietico dal 1991 e terra di edifici antich. Chilometri di steppa. Contraddizioni e città storiche. Patrimonio Unesco.

Viaggio a Bukhara, una delle città asiatiche che meglio conserva il fascino millenario del passato, e che ancora consente di ammirare il suo splendore.

Viaggio nelle tradizioni nuziali che sopravvivono nei villaggi della Savana, come nelle città della Via della seta o in Medio Oriente. Oltre la storia e il tempo.
