
Immaginate un ballo che affondi le sue radici in una terra indefinibile. Dove un passo diventa un attimo dopo esperienza, e l’ondeggiamento del ventre tramanda l’unione multiculturale che ci ha forgiato uniti, e distinti.

Dall’antica Repubblica Marinara a Mumbay, passando per Istanbul e tutte le influenze dalla cultura araba, balcanica, egiziana e gitana. Al Lido di Venezia si è svolta la seconda edizione del Convegno Internazionale di Danze Orientali.

L’avvincente storia di un giovane spagnolo immerso in una realtà, non sono ignota, ma inaspettata di uno dei paesi dell’ex blocco Urss, l’Azerbaigian, alle prese con un’indipendenza ancora non in grado di gestire.

Viaggio, in treno, dal Turkmenistan al Pamir. Un viaggio nel tempo e nella storia dei paesi asiatici, intrapreso durante la prima stagione dell’indipendenza dal colosso sovietico.

Viaggio nel piccolo e antico cuore dell’Asia Centrale, dove i luoghi sembrano appartenere soltanto ai bambini. Presenti ovunque. Gentili e sorridenti verso l’estraneo. Angeli custodi di strade e montagne.
Una visita al padiglione dell’Asia Centrale alla 53° Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, si trasforma d’improvviso in un viaggio oltre ogni confine immaginabile.
Sotto la pioggia o con il sole. Una colomba e due grosse falci con martelli. Richiami islamici e altri più libertini. Una fotografia non è che una botola per un mondo a portata di occhi.
Lungo la mitica Via della Seta, in una delle città più antiche del mondo, qualcuno scrutava il cielo notturno per svelare i segreti delle stelle e a farlo era il sovrano in persona.
Nell’Asia centrale si trova una città nelle cui vicinanze vivevano un emiro e le donne del suo harem. Si narra che egli scegliesse la concubina, di volta in volta, gettandole una mela.
