Editoriale
26.01.2010Olocausto, per non dimenticare
Anche l’orrore è memoria. E ogni giorno è giusto per ricordare. Oggi, nella 65° ricorrenza di quel che fu l’abominio dell’Umanità, forse, di più.
commenti (3)Anche l’orrore è memoria. E ogni giorno è giusto per ricordare. Oggi, nella 65° ricorrenza di quel che fu l’abominio dell’Umanità, forse, di più.
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Perla del Danubio, Parigi dell’Est. La capitale magiara in bilico tra Oriente e Occidente al centro della fertile pianura pannonica. Folclore e musica tzigana nelle “csarda“. Immensi boulevard di Pest. Castelli e cattedrali di Buda. Nel mezzo scorre il fiume blu.
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Lo splendido scenario della capitale ungherese fa da cornice ad una passeggiata tra luoghi che conservano non solo una bellezza antica, ma anche la propria funzione di punto d’incontro per la gente.
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Alla scoperta del castello di Gödöllő, il preferito da una delle figure più anticonformiste e carismatiche del XIX secolo: l’imperatrice asburgica Elisabetta.
commentiIl Danubio è arrivato. Non riesco a sentire il suo odore per il momento, mi limito a vederlo: sciogliersi di fianco a me, tra un treno passeggeri e uno merci che cercano invano una strada che c’è sempre stata.
Ho incontrato lo spirito del Danubio. Occhi azzurri e capelli paglia, è salito sul nostro vagone, non [...]
Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.
A Hitler non interessava il progresso della scienza: a lui interessava il progresso scientifico a fini eugenetici, razziali e militari. Per difendere la “pura razza ariana” e vincere la guerra.
Il delirante progetto nazista per migliorare la razza ariana era la soppressione di tutti i portatori di handicap. Ecco la folle storia di quegli anni terribili.