
Prendersi un anno sabbatico, partire non per una normale vacanza, ma per un lungo periodo e poi tornare con le idee più chiare e le pile ricaricate.

L’ingiustizia in azione. La fuga di uomo e la lotta contro la solitudine. L’ironia regista di un destino crudele. E lui, Carlotto, che si mostra senza maschere raccontando anni di viaggi segreti, e prigionia interiore.

Secondo alcune tradizioni sarebbe questa piccola isola, confinante con Malta, la mitica Ogigia su cui la ninfa Calipso accolse per sette anni il naufrago Ulisse. Scenari spettacolari, un mare blu cobalto e tanta tranquillità tutti da vivere.
Ci sono due tipi di viaggiatori, quelli che tendono a tornare nei medesimi posti e quelli alla ricerca di destinazioni ed emozioni sempre nuove. Il rischio in questo secondo caso è un collezionismo di luoghi, un consumismo da viaggio. Un utile esercizio è quello di praticare l’arte del ritorno.

Siamo in Campania, su uno scoglio in mezzo al mare decantato da Omero, circondato da tre picchi rocciosi noti come Faraglioni. Lontani dalla terraferma, ma vicini al mito e alla natura.
Per noi, moderni Ulisse, viaggiare significa soprattutto partire e arrivare, mentre prestiamo poca attenzione alla dimensione del ritorno, che ne è invece parte essenziale. Viaggiare dovrebbe assomigliare a una spirale.
Partire per viaggiare, non per arrivare. E fra partenza e arrivo, in mezzo c’è la strada che si percorre. Strada, una parola già da sola capace di seduzione e sinonimo di libertà. Per il viaggiatore-vagabondo è la strada a disegnare il percorso. A lei si abbandona come un innamorato nelle braccia dell’amante. La sua meta è il viaggio…
C’è la nostalgia dello spazio e quella del tempo. La prima è desiderio di casa, ma per un viaggiatore è anche nostalgia della strada percorsa e delle persone avvicinate, desiderio di nuove terre e nuovi orizzonti.

Sin dall’epoca classica la precisa ubicazione della città di Troia è stata alquanto incerta, sarà Heinrich Schliemann nel 1870 a iniziare gli scavi presso la collina di Hissarlik. Schliemann era un uomo dotato di grande determinazione, già da giovane il suo sogno era stato quello di trovare la leggendaria città cantata da Omero. Con un [...]
