Si può provare a ricomporre l’immagine del mondo perché geografia turistica e paesi reali non siano due mondi a parte?
Dalle spiagge dorate di Djerba si stende il volto sahariano della Tunisia. Villaggi d’argilla, oasi, palmeti e sabbie bianche. Armonie cromatiche di un deserto ancora intatto dove danzano le dune.

Un deserto intatto. Villaggi d’argilla tra inganni d’acqua e danze d’onde di sabbia. Oasi salvate dalla natura e dalla mano dell’uomo. Il passo svelto dei meharis tra le dune. Racconti portati dal vento marino, bisbigliati nei cafè di paesi aggrappati alla ruvida pietra del profondo sud tunisino.

Nei pressi di Djerba, perla del Mediterraneo, si scorge una minuta striscia di terra bianca la cui sabbia giallo-oro si confonde con le tinte di uccelli dalle piume color confetto.

E’ la terra di Luke Skywalker e delle sue gesta. E’ la terra degli ulivi profumati e delle oasi in mezzo al nulla. Ma è anche la terra di un popolo invisibile, quello di Matmata.
Viaggio nelle tradizioni musulmane per vivere da vicino la festa più importante della religione islamica: il Ramadan, il ricordo della rivelazione del Corano.
Quando si arriva a Tunisi, non ci si può non accorgere del piccolo promontorio che protegge la città. Ed è qui dove si trova uno dei posti più affascinanti da vedere.
Oasi, sabbia, mare color del cielo, luci soffuse, profumi di incensi, stoffe multicolori. Tutto questo è Tunisia. Una terra da scoprire attraverso l’atmosfera dei suoi caratteristici “quartieri”.
