Il viaggio può essere l’occasione per ritrovare quello sguardo infantile e curioso sul mondo che perdiamo diventando grandi. Forse più delle risposte contano le domande. Chiedere vuol dire cercare, rispondere vuol dire aver trovato, ma è un’illusione che non a tutti è concessa.
Spesso misuriamo più o meno consapevolmente il successo o l’insuccesso del nostro viaggio in base al raggiungimento della meta o comunque degli obiettivi che ci siamo posti. Ma quale è la meta di un viaggio? La destinazione finale, verrebbe spontaneo rispondere. Diversa è l’opinione di Tiziano Terzani
Letture, viaggi e anni sono gli elementi che, combinandosi insieme nella chimica personale di ciascuno, danno forma e spessore ai singoli individui.
Bruce Chatwin diceva che ci sono due Timbuctu, una reale e una mentale. Secondo Aime ci sono invece molte Timbuctu: città santa, luogo di commerci e piaceri, immenso Eldorado, altrove mitico, centro del mondo.
Posto invivibile e insieme “opera magna” della Natura che potrebbe custodire gelosamente uno dei nostri tesori più importanti: il sapere scritto.

L’antica Benares, città sacra sulle rive del Gange, ha conservato tutto il suo splendore. La vita e la morte scorrono ancora trasportate dai riti di una religione quasi esoterica.

Il futurismo quotidiano di un paese progressista numeroso e intraprendente. Contrasti visivi tra metropolitani cantieri e gesti di rurali conoscenze tramandate per generazioni.

Un paesaggio caldissimo, arido, secco dove il vento schiaffeggia le rocce e le disegna a proprio gusto e dove le ombre della notte colorano di grigio le dune.