
Sono passati vent’anni dallo scoppio della guerra nei Balcani. Nel 1991, nella cittadina all’estremo oriente della Croazia, si consumava un atto di atrocità il cui responsabile è stato recentemente arrestato.

Sabato 9 aprile, alla Biblioteca BCM di Mestre (Ve), s’inaugura una mostra fotografica con scatti realizzati durante la Settimana della Memoria nelle città di Tuzla, Srebrenica e Sarajevo. Per non dimenticare il genocidio dei bosgnacchi.

Viaggio biografico, reale e interiore, della giovane scrittrice bosniaca nella sua fuga da Srebrenica poco prima del massacro dell’11 luglio 1995 da parte delle truppe di Ratko Mladic.

Tuzla. Sarajevo. Mostar. Pocitelj. Sono nomi di città bosniache. Le case, gli innamorati mano nella mano. Eppure laggiù, meno di vent’anni fa, luoghi ospitali divennero teatro di scontri mortali. (foto di Luca Leone)

Intervista con Elvira Mujcic, giovane scrittrice bosniaca scappata da Srebrenica prima dell’inizio del genocidio. Viaggio fra le righe del suo nuovo libro, e nella memoria della sua martoriata terra.

Il ’900 ha fatto più morti da solo che i tre precedenti messi insieme. Un libro che analizza con caparbietà le cause scatenanti di massacri e genocidi, dove il civile è ormai considerato alla stregua del militare.
La scorsa estate, prima a luglio, e poi ad agosto, la Fondazione Alexander Langer di Bolzano ha riproposto il viaggio nel cuore della Bosnia, nelle città di Sarajevo, Tuzla e Srebrenica. Per testimoniare. Per non dimenticare che i genocidi non appartengono solo a un passato lontano. In quest’ultima in particolare per partecipare alla cerimonia di [...]

Un viaggioo a Sarajevo, Tuzla e Srebrenica, oranizzato dalla Fondazione Langer, per la ricorrenza del genocidio perpetrato dalle truppe paramilitari di Ratko Mladic ai danni dei bosgnacchi.

Srebre-quella cosa là, è a grandi linee il solo nome che la gente comune collega alla Bosnia. C’è stata una guerra? Ah, sì. Forse un massacro.
