
In una splendida epopea di raffinato spessore culturale, il Teatro Pergusa nel capoluogo di provincia più alto d’Italia, ha visto rifiorire lo magia della narrazione rappresentata, scritta e diretta dal giornalista palermitano Alberto Samonà.

Viaggio in terra sicula. Terra prediletta dal sole, che unisce la solennità delle montagne alla dolcezza del mare. Palcoscenico di grandi dominazioni, bella e austera.

Alla fine di ogni viaggio siamo veramente gli stessi di prima? Dacia Maraini lascia che la scrittura insegua gli itinerari di una vita nomade, trascorsa fra paesi e culture differenti.

Viaggio nel capoluogo di provincia più alto d’Italia (961 m), dove l’antico monarca fece costruire un imponente baluardo militare, capolavoro a base ottagonale dell’Età Medievale, che domina tutta la città.

Sacro e profano si fondono. Viaggio nella città meridionale dove la cordialità accoglie e il bizzarro sorprende. Realtà dagli eccessi decorativi non solo architettonici, e dalle geometrie complicate di gente semplice.
L’arrivo dei nuovi migranti in Sicilia letto da Nino Vetri in chiave esistenziale: musica, invettive, gentilezze in un ritratto di somiglianze inaspettate tra italiani e stranieri.
Un ritorno alle proprie origini, ai balli degli avi che ritornano con gioia nelle piazze e per le vie della città. Il passato sposa il futuro delle nuove generazioni in un continuo scambio di cultura tra il vecchio e il nuovo.
Un’isola, una donna. Un percorso interiore che si collega al territorio. Scogli, onde, lapilli, odori. Immagini e suggestioni offerte con grazia e passione.
A Enna, piccolo capoluogo della Sicilia, mani sapienti lavorano la farina di grano duro secondo una antica tradizione. Una vera e propria forma di arte che regala al palato un sapore ineguagliabile.
