
Raccontare la tragedia dello sterminio nazista attraverso i termini pronunciati nei campi di concentramento. Non un semplice dizionario, ma un viaggio nell’inferno dell’uomo che uccide l’uomo.

Viaggio nella cittadina a pochi chilometri da Monaco di Baviera, ricordata dai libri di storia per il suo campo di concentramento, dove oltre 250 mila persone vennero uccise dal regime nazista per la purificazione della razza ariana.

Scoperte per caso in Australia le tredici preziose pagine battute a macchina su carta carbone che salvarono la vita a centinaia di persone ebree condannate allo sterminio delle camere a gas.

Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.

Uno tra i pochi romanzi sulla Shoah. Vibrante, intenso, veritiero. Uno di quei libri che meritano attenzione e rispetto. Perché raccontano la Verità di quello che fu il più grande eccidio della Storia.

Uno degli episodi più tristi e vergognosi della storia francese porta la data del 16 luglio 1942 e il nome di Rafle du Vel’ d’hiv’. In quel giorno la polizia militare arrestò 12884 ebrei.

Il delirante progetto nazista per migliorare la razza ariana era la soppressione di tutti i portatori di handicap. Ecco la folle storia di quegli anni terribili.
C’è un libro che in Germania, per legge, ha il divieto di assoluto di ristampa: si tratta del famigerato Mein Kampf, manifesto disgraziato dell’orrenda epopea hitleriana. Scritto nel carcere bavarese di Landsberg fra il 1923 e il 1924 – primo dei cinque anni di condanna inflitti al Fuhrer per il putsch di Monaco – il [...]
Anna ancora oggi vive in rue de Rosiers, a Parigi. Dice che “… da queste parti, tutti hanno perso almeno un familiare durante la Shoah”. Rue de Rosiers è la storica via degli ebrei. La sua estensione geografica verso Oriente termina incrociando rue Pavée, quando cioè all’orizzonte appare la Biblioteca storica della Ville de Paris. [...]

Una storia dimenticata. Che deve essere raccontata perché l’orrore di ciò che fu il Nazismo non torni a popolare il Mondo. Mai più.
