
Piercing, fachirismo e auto-torture. Tra iniziale diffidenze e via via sempre più disponibilità della gente, la giova ricercatrice italiana Sarah Trevisiol racconta il suo viaggio nel rito della fertilità nella realtà rurale di Narayanpur.

Piercing, fachirismo e auto-torture. Tra iniziale diffidenze e via via sempre più disponibilità della gente, la giovane ricercatrice italiana Sarah Trevisiol racconta il suo viaggio nel rito della fertilità nella realtà rurale di Narayanpur.

A Narayanpur, nelle sperdute risaie attorno a Tarakeswar, dopo l’equinozio invernale e prima del capodanno bengalese, si celebra un antico culto tra Perforazione della lingua e della pelle dei Samnyasi, e con gli abitanti travestiti da divinità.

Un luogo di contemplazione, di pace e conoscenza, immersi nella natura, nel piccolo comune di Altare (Sv), sotto l’attenta guida di un maestro, alla ricerca di se stessi a pochi passi da casa.

L’atmosfera devozionale di un “ashram”. La campana che scandisce i vari momenti della “puja”, la celebrazione religiosa quotidiana. Le statue di Laksmi, dea della fortuna e di Shiva, distruttore dell’ignoranza e creatore della saggezza.

Viaggio nell’Oriente mistico, in compagnia di qualche scimmia, fra i tempi induisti dedicati a Kali Bhairava (Shiva nel suo aspetto terrifico), le statue del Buddha e gli sguardi dei monaci in preghiera.

A passeggio nell’Asia, nel cuore della capitale nepalese. Una nazione incastonata tra la pianura del fiume Gange e l’imponente catena montuosa dell’Himalaya.

L’immenso corso d’acqua indiano non è solo il fiume sacro per antonomasia. E’ anche ricordato per numerosi primati, non sempre positivi: tra i più lunghi del mondo è anche tra i più inquinati.
