
Un raggio di luce attraversa le montage bellunesi. E riparte per le più imprevedibili direzioni. A vederle, pare che la pioggia si sia fermata e abbia voluto farsi immortalare in tutta la sua più lucida bellezza.
Una corsa divina che inizia dal cielo più liquido, fa una pausa sulla terra per poi assumere una solida forma. Come tante sculture modellate dagli dei più benevoli, inverno significa anche fertili sinfonie glaciali.

Basta che la temperatura scenda sotto lo zero e un qualsiasi tetto di una qualsivoglia casa o edificio che sia, si può trasformare in un merletto dalla solida e abbagliante consistenza acquea.

Dimenticando per un momento tutte le meravigliose destinazioni dolomitiche, eccomi dinnanzi alle acque pure di un torrente di montagna.

Lo si sente già da lontano. Come una sirena che ti attira. È il suono del torrente che attraversa Sappada (BL, 1255 slm), ai confini fra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Viaggio negli antichi nuclei abitativi che nel X secolo diedero origine a questo paese della provincia di Belluno al confine tra Veneto, Friuli ed Austria, nell’estremità orientale delle Dolomiti.

Dal torrente Mühlbach a Cima Sappada. Fontane, chiesette e casette (un tempo unite con le stalle) scandiscono il mio viaggio nella zona antica del paese dolomitico.

Nasce nelle Alpi Carniche, alle pendici meridionali del Monte Peralba, nel comune di Sappada (BL). Corre per 220 chilometri, prima di sfociare nel Mare Adriatico, fra Eraclea e Jesolo (VE).

Le acque di questo fiume che scorre interamente in Veneto, hanno più una valenza storica che prettamente geografica. A sentire il suo nome, ritorna in mente la I Guerra Mondiale.

Incastonata fra Veneto, Friuli e Carinzia (Austria), all’estremità orientale delle Dolomiti, tra Cadore e Carnia, una placida cittadina montana a 1250 m. ha molto da raccontare.
