
Perla francese dal fascino coloniale. Saigon, oggi Ho Chi Minh Ville é una dinamica metropoli col chiassoso mercato cinese Cholon, le anguste pagode che si affacciano su vie in cui esplode la voglia di vivere. E sul fiume, la vita nelle houseboats.

Stupenda e dinamica metropoli già nel futuro. Architettura che sale verso il cielo offuscando d’ombra misteriosi templi taoisti. Popolo indaffarato e dinamico in sella al motorino che galleggia sull’asfalto stradale come il moto perpetuo di un fiume. Se rue Catinat resta il volto elegante e coloniale di Saigon, Cholon è sempre il ventre nell’umido calore che avvolge tutto di mistero.

Nel ’68, anfiteatro di sangue al 17° parallelo, strappo di un Vietnam diviso in due. Bersaglio conteso il cuore del drago, Huè. Distrutta e saccheggiata, l’antica capitale riporta alla luce il fascino dell’epoca di Gia Long.

Tragico bersaglio del conflitto vietnamita degli anni Sessanta, Huè e tutta l’area che la circonda, spinta da un vento nuovo “doi moi”, al passo con la nazione si apre al progresso e, con prudenza asiatica, mostra i primi risvegli dell’epoca imperiale.

Ricostruire la storia del Vietnam attraverso gli sguardi della gente che l’ha vissuta. Il libro di Visser Carolijn racchiude un viaggio doloroso e, insieme, appassionante.

Seconda e ultima parte del Viaggio in Oriente alla scoperta di una delle città più affascinati: Saigon, ribattezzata Ho Chi Minh city dopo la presa del potere dei vietcong nel 1975.

Viaggio in Oriente alla scoperta di una delle città più affascinati: Saigon, ribattezzata Ho Chi Minh city dopo la presa del potere dei vietcong nel 1975.
Saigon, città dell’oblio, dove le donne acquistano di prezzo, dove le puttane guadagnano più dei dottori, dove nei grandi alberghi alloggiano i generali con i loro seguiti imponenti. Saigon, con i viali alberati, le baracche che la circondano, in un’ingiusta e nauseabonda giungla urbana. Saigon, città dell’oblio, dove la mafia francese va a braccetto con [...]
