Una giornata in automobile a visitar musei, giardini e chiese, è “Lisboa. Quello che il turista deve vedere” di Fernando Pessoa. Un prezioso libricino nel quale il poeta ci svela ogni segreto della amata città.
Atmosfere aggrappate sulla rocciosa riva del fiume Douro. Piazze e vicoli medievali, ponti spettacolari. Sobborghi dove vive il “vino generoso” nelle cantine antiche. Rabelos colorate di marchi nobili. Gioco bizzarro di panni stesi, insegne luminose e impalcature.
Armonie di colori. Tra il granito e solchi di terra nasce il vino Porto, nella regione del Douro. Un territorio selvaggio e roccioso che sfocia in una città che odora di mosto. Oporto, groviglio di case, “ruas e avenidas” lastricate di pietra.
Drammatica e teatrale. Antica e romantica, sotto un cielo limpido e ventoso con uno sguardo verso l’Oceano e il cuore che pulsa nei vecchi quartieri tra moderni edifici, ardite architetture e i tavoli del cafè ‘A Brasileira.
Un cafè espresso all’A Brasileira, storico locale amato da Fernando Pessoa. Seduto col suo cappello e le gambe accavallate. Alfama, Baixa, rua de Saudade, Bairro Alto, Chado. Vicoli inquietanti, scalinate mozzafiato, piazzette inclinate. Un bisbigliar di case coi sipari di lenzuoli stesi. Rua Garret e Praça do Comercio. L’altra Lisbona, quella dello scrittore portoghese, affacciata sulla riva del Tejo.
Insolito Portogallo nella provincia costiera Beira Litoral. Spiagge, dune e lagune tagliate da boschi e montagne. Tavolozza di colori sui “moliceiros” con la prua al vento. Arcobaleni dipinti sulle case dei pescatori.
Ingegno dei portoghesi nella Costa Nova. Fiori, strisce, azulejos. Legno, ferro e vetro. Prodigi di colori. Abbaglia il blu delle ceramiche sui muri delle vie, il bianco delle saline s’accende d’ambra all’imbrunire. Sgargianti gialli sui “moliceiros”. Rosso, verde, viola delle “phaleiros”, case dei pescatori che rendono lo spirito allegro.
Edifici e chiese della città più religiosa del Portogallo. Modernismo e tradizione. Anche se il tempo della preghiera non è più di moda, resta la processione dei fedeli scalzi e incappucciati di nero durante la Settimana Santa.
Giardini, fontane chiese e conventi. Finestre moresche, Pousadas ricavate da antiche dimore, balconi rococò, cancelli in ferro battuto. Magia di stili in un Portogallo tra il sacro e il profano. Bom Jesus do Monte fra passato e presente.

“Il vino è l’emblema delle diversità e unità del Paese. Della sinergia tra questi due elementi abbiamo bisogno, così come della necessità che l’Italia sia unita e faccia sistema in un mondo così cambiato”, Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica.

Il corpo per dialogare col mondo. Il corpo vissuto come portavoce di poesia. Dal Salento all’Orissa e l’incontro col Maestro Lingaraj Acharya e suo figlio Shashidhar. Luisa Spagna racconta il suo viaggio tra musiche, tradizioni e maschere.

Il Portogallo include, tra le sue bellezze naturali, nove inaspettate isole vulcaniche. Tutte piccole, rigogliose, floride come l’eden nell’immaginario collettivo. Qui vivono ancora Adamo ed Eva.