
Viaggio nel capoluogo piemontese. Una fra le città più eleganti d’Italia. Attraversando le Piazze del centro, snodi di una cultura che ha lasciato segni indelebili e inimitabili.

Due mostre raccontano il volto architettonico del capoluogo piemontese, città in continua trasformazione che ha mutato il suo volto esteriore senza perdere la sua aurea enigmatica e seducente.

A pochi minuti dal centro storico, in cima a una collina dalla quale domina l’intera città, la basilica di Superga si erge fiera e imponente, secolare guardiana e simbolo del capoluogo piemontese, custode silenziosa di storie di re e storie di uomini.

Pioppeti e aironi accompagnano il mio viaggio lungo le acque placide dell’Enza, fiume appenninico che delimita le province di Parma e Reggio Emilia.

Percorsi naturalistici lungo l’area golenale del Po. L’area erbosa dei boschi. L’orizzonte acqueo s’impossessa dei miei pensieri. Il sole gioca a nascondino. I riflessi arborei inzuppano nuovi abbordaggi di radici.

In occasione dell’Expo 2015 che si terrà a Milano, l’idrovia che collegava Locarno al capoluogo lombardo verrà riaperta alla navigazione turistica. Tra ville patrizie, parchi e castelli Viscontei per arrivare fino alla città del leone di San Marco.

Sulla riva del Po, lontano dal frastuono cittadino, si trova un piccolo villaggio antico, nato nell’Ottocento, ma con le fattezze di un tempo ancor più lontano. Un’illusione che sembra realtà.
Le chiatte su queste acque scorrono piano, ma il loro lento servizio è anche un’opera che permette di non velocizzare la devastazione giornaliera dell’ambiente.
Casal Borsetti, limite settentrionale della riviera ravennate. Luogo silenzioso, un tempo borgo di pescatori, oggi tappa non obbligatoria sulla Statale Romea. Alle spalle della sua lunga spiaggia, passano rombando i camion e le macchine. Davanti il mare, calessi e cavalli. Camminatori, figure solitarie. Un paese fuori dal mondo e dentro il mondo. Nel cuore del [...]
