
La brina del mattino colora prati e oggetti. Abbandonata la Val Pusteria, inizia il viaggio fino a quasi 1500 metri per raggiungere lo specchio d’acqua alpino la cui vicina chiesetta reclama subito uno sguardo delicato.

Dal Comelico veneto alla Val Pusteria alto-atesina. Viaggio in mezzo ai boschi e sotto le montagne già innevate, per poi abbandonare i centri abitati e dirigersi verso le acque lacustri di montagna.

Viaggio nella placida cittadina a nord-est della Vallata Agordina, dove nel 1771 una frana staccatasi dal Monte Piz, ostruendo il corso del torrente Cordevole, diede origine allo specchio lacustre, in questo periodo conteso da neve e ghiaccio.

Un’immensa distesa bianco-ghiacciata nasconde il celebre lago, ad Alleghe, nel bellunese. Un rilassante giro di ricognizione prima di salire in cima con la cabinovia ai Piani di Pezzè, e poi in seggiovia a Col dei Baldi, dinnanzi al Monte Pelmo.

Dimenticando per un momento tutte le meravigliose destinazioni dolomitiche, eccomi dinnanzi alle acque pure di un torrente di montagna.

Lo si sente già da lontano. Come una sirena che ti attira. È il suono del torrente che attraversa Sappada (BL, 1255 slm), ai confini fra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Dalla Valsugana in Trentino fino all’Adriatico. Oltre centocinquanta chilometri di strada per un fiume (femmina) che insieme al Piave, ha creato la laguna veneta.

Nasce nelle Alpi Carniche, alle pendici meridionali del Monte Peralba, nel comune di Sappada (BL). Corre per 220 chilometri, prima di sfociare nel Mare Adriatico, fra Eraclea e Jesolo (VE).

Le acque di questo fiume che scorre interamente in Veneto, hanno più una valenza storica che prettamente geografica. A sentire il suo nome, ritorna in mente la I Guerra Mondiale.

Incastonata fra Veneto, Friuli e Carinzia (Austria), all’estremità orientale delle Dolomiti, tra Cadore e Carnia, una placida cittadina montana a 1250 m. ha molto da raccontare.
