Parigi, i parigini, e lo sguardo indiscreto dei fotografi più famosi al mondo. Un punto di vista privilegiato sulla città degli innamorati. Quando fotografia è arte.
Nella zona nord della capitale francese, sulla rive droite c’è una collina celebre in tutto il mondo, dove alcuni dei più grandi artisti, pittori e scrittori, vi hanno trascorso un periodo della propria poetica esistenza.
Scegliere la bicicletta per coniugare memoria, impegno sociale e piacere culturale. Marc Augé elenca i vantaggi delle due ruote, ma anche la durevole ostilità alla loro diffusione.
Nel cuore della periferia parigina, il grande parco urbano sorto dall’antico mattatoio della città rivive come luogo di scienze, di arti e del trascorrere lieto delle ore, stupisce, incanta e rapisce.
La chiamano città dell’amore, ma è molto di più. E’un costante desiderio. E’ arte, storia, cultura, moda, futurismo e retrò. E’ tutto ciò che “lei” concede. E’ il cuore dell’île de la cité.
Aldino, emigrato in America. Nella fresca campagna della “Toscanella”. La sua casa, la sua terra. Lettere, foto e racconti d’emigranti. Le Americhe, l’Australia, la Francia e la malinconia di star via da casa.
Duecentoventi anni fa, scoppiava la madre di tutte le rivoluzioni. E ne se scoppiasse un’altra di quella portata, il mondo intero sarebbe pronto a cambiare verso più democrazia?
Un libro in cui l’esperienza del viaggio si fa riflessione. L’autore costruisce nella sua mente un hotel nomade dalle infinite stanze. Una per ogni parola scritta.
Dalle truppe che per prime liberarono la capitale furono volontariamente tolti i militari di colore. Carte inedite sembrano rivelare una vergogna. Una storia di razzismo tra chi il razzismo avrebbe dovuto combattere.
Viaggio onirico tra le pareti che sanno di magia e di storia di una delle proprietà più suggestive della capitale francese: l’Hôtel des Ambassadeurs de Hollande.

A Chiusdino, in Toscana, una spada è stata conficcata nella pietra. A compiere quel gesto, un uomo, che dopo una visione celeste, rinunciò al piacere per l’eremitaggio.

Ancora una volta la Valle d’Aosta è stata il cuore della grande adunanza celtica: cinque giorni intensi in cui il popolo di ieri è tornato a vivere nella poesia dei bardi e nella musica dei menestrelli.

La musica rievoca il passato, stringe a sé i vicini, fa sentire uniti: è il suono della cornamusa, caldo, epico, intenso e diffuso, è il violino che lamenta antiche litanie, sono le percussioni che scandiscono il ritmo e il muoversi insieme come in uno solo.