
Un paio di timbri rossi sul passaporto sanciscono il mio ingresso a Hong Kong. Attraverso i Nuovi Territori, ancora immersi in un verde intricante punteggiato qua e là da grumi grigiastri di baracche e casette di lamiera.

Un Universo a parte, quello del “porto profumato”. Dove il marchio occidentale è fin troppo asfissiante, e io voglio di più. E inizio a cercare. Il mio vero Oriente di propria cultura.

Il “Festival della Letteratura di Viaggio”: dibattiti, interviste, musica, teatro, film e mostre per raccontare il mondo del viaggio mescolando generi e discipline, presente e passato, spazio e tempo.
Può oggi sembrare che la diversità di cui l’Oriente è portatore sia stata soffocata da una transizione troppo rapida verso la modernità. In realtà il divino è una presenza quotidiana, viva e costante, tradizioni e futuro ipertecnologico coesistono e l’Oriente rimane ancora un viaggio dell’anima.
Partire non era semplice, per la sua generazione. C’erano i libri. Chi non leggeva, poteva anche fare a meno di viaggiare. Ma a Mario Biondi tutto questo non è mai bastato.

Dietro molti piatti della cucina veneziana si nascondono tradizioni e influenze di mondi lontani. Prende il via oggi nell’isola del Lido, un triplo appuntamento che ne analizza l’origine.

I deliranti viaggi di Lawrence Osborne nei santuari laici del turismo. Alla ricerca degli uomini primitivi nell’era delle vacanze permanenti e degli alberghi di lusso globali.

Ambienti urbani ciclopici e figure minute di donne: l’alienazione metropolitana in chiave rosa. Per la prima volta in Italia, a Vicenza, le opere di Shinko Okuhara.

L’edificio sacro in onore di Shiva sorge al confine tra Cambogia e Tailandia. Entrambi gli stati lo reclamano a sé da oltre un secolo. Storia di un luogo unico, patrimonio dell’Umanità.

L’antica pista che unisce India e Pakistan è stata ripristinata dopo decenni di conflitti tra i due stati. Il rilancio dell’economia nella zona potrebbe portare un giro d’affari di sei miliardi di dollari.
