
Può una città somigliare nello stesso tempo a un quadro di Canaletto e di Picasso? Viaggio sotto l’ombrello nella capitale della Repubblica Federale tedesca vestita di pioggia, tra monumenti storici e nuove architetture.

Architetture antiche e moderne. Folla e senso di solitudine. Severi monumenti e ombrelli danzanti come farfalle. Risplendono i colori, come sprazzi di luce calda sullo sfondo grigio di un giorno piovoso.

Ancora oggi in Italia sono molti coloro che ignorano l’esistenza di questo luogo, testimone storico della ferocia e della barbarie nazista. L’unico campo di concentramento dotato di forno crematorio dell’Europa meridionale.

Raccontare la tragedia dello sterminio nazista attraverso i termini pronunciati nei campi di concentramento. Non un semplice dizionario, ma un viaggio nell’inferno dell’uomo che uccide l’uomo.
Anche l’orrore è memoria. E ogni giorno è giusto per ricordare. Oggi, nella 65° ricorrenza di quel che fu l’abominio dell’Umanità, forse, di più.

Viaggio nella cittadina a pochi chilometri da Monaco di Baviera, ricordata dai libri di storia per il suo campo di concentramento, dove oltre 250 mila persone vennero uccise dal regime nazista per la purificazione della razza ariana.

Riaccendere i riflettori sulle migliaia di vittime della croce uncinata in terra sovietica. Storie dimenticate. Una difficile inchiesta prova a riaprire le pesanti pagine della Storia.

Scoperte per caso in Australia le tredici preziose pagine battute a macchina su carta carbone che salvarono la vita a centinaia di persone ebree condannate allo sterminio delle camere a gas.

Pagine nella vita di Jorge Semprún, intellettuale affascinato e spaventato dalla forza della parola. Il mistero degli amici e dei nemici nello scenario dei lager nazisti.

Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.
