
Alla scoperta di una delle bellezze architettoniche della Francia nord-occidentale, con la brezza della Manica che si spalma sul viso. Proprio a pochi chilometri dove nel giugno del 1944 sbarcarono gli Alleati per liberare l’Europa dal Nazismo.

Prima il silenzio dei campi di grano a Longues-sur-Mer, poi quello umano del cimitero americano di Colleville-sur-er. L’atmosfera si fa più rilassata lungo la spiaggia di Port Racine.

Viaggio sopra le falesie che hanno visto la storia. Quelle del celebre sbarco degli Alleati in Normandia nella Seconda Guerra Mondiale. Un’intima intervista con le rocce, finalmente narratrici.

Piccole realtà. Scorci architettonici giocano con le nuvole passeggere. Porticcioli assecondano le bizze eoliche e marine. I caffè destati dall’aria salmastra. Proseguo su questa rotta.

Una lunga circospezione davanti e dentro la cattedrale di Amiens. Rilassanti passeggiate tra Mers-les-Ben e Le Treport, per poi dileguarsi in una romantica fuga verso la piccola (e magica) Creully.

Sulla spiaggia del più grande sbarco della Storia. Dove il sei giugno del 1944 centinaia di uomini della 29° Divisione di fanteria americana lasciarono le loro vite per liberare il mondo dal giogo nazista.

Sulla spiaggia dove il 6 giugno del 1944 sbarcarono gli Alleati per liberare la Francia e l’Europa dal giogo nazista. Immagini di oggi per ricordare il sacrificio di tanti giovani di ieri.
Le ore di sangue che cambiarano il corso della Seconda Guerra Mondiale e la Storia dell’Umanità iniziarano qui, in Normandia.

La sfortuna di condividere il proprio nome con l’Unione Europea. L’impossibilità d’essere rintracciati tramite internet. Il turismo che cala. Storia di un paese della Normandia che sembra non esistere.

Ultimo stato feudale d’Europa. Quest’anno forzatamente trascinato dall’Unione Europea verso la democrazia parlamentare. Quando il passato è duro a morire.
