Editoriale
26.01.2010Olocausto, per non dimenticare
Anche l’orrore è memoria. E ogni giorno è giusto per ricordare. Oggi, nella 65° ricorrenza di quel che fu l’abominio dell’Umanità, forse, di più.
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Sulla spiaggia del più grande sbarco della Storia. Dove il sei giugno del 1944 centinaia di uomini della 29° Divisione di fanteria americana lasciarono le loro vite per liberare il mondo dal giogo nazista.
commenti (4)Le ore di sangue che cambiarano il corso della Seconda Guerra Mondiale e la Storia dell’Umanità iniziarano qui, in Normandia.
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Dalle truppe che per prime liberarono la capitale furono volontariamente tolti i militari di colore. Carte inedite sembrano rivelare una vergogna. Una storia di razzismo tra chi il razzismo avrebbe dovuto combattere.
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Riaccendere i riflettori sulle migliaia di vittime della croce uncinata in terra sovietica. Storie dimenticate. Una difficile inchiesta prova a riaprire le pesanti pagine della Storia.
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Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.
A Hitler non interessava il progresso della scienza: a lui interessava il progresso scientifico a fini eugenetici, razziali e militari. Per difendere la “pura razza ariana” e vincere la guerra.