Anche l’orrore è memoria. E ogni giorno è giusto per ricordare. Oggi, nella 65° ricorrenza di quel che fu l’abominio dell’Umanità, forse, di più.
Il “viaggio” più lungo di un uomo che riuscì, attraverso un tunnel, a uscire dall’inferno della Germania orientale e a conquistare la Libertà. Che il regime comunista negò per decenni al suo popolo.
Viaggio nella cittadina a pochi chilometri da Monaco di Baviera, ricordata dai libri di storia per il suo campo di concentramento, dove oltre 250 mila persone vennero uccise dal regime nazista per la purificazione della razza ariana.
Sulla spiaggia del più grande sbarco della Storia. Dove il sei giugno del 1944 centinaia di uomini della 29° Divisione di fanteria americana lasciarono le loro vite per liberare il mondo dal giogo nazista.
Sulla spiaggia dove il 6 giugno del 1944 sbarcarono gli Alleati per liberare la Francia e l’Europa dal giogo nazista. Immagini di oggi per ricordare il sacrificio di tanti giovani di ieri.
Le ore di sangue che cambiarano il corso della Seconda Guerra Mondiale e la Storia dell’Umanità iniziarano qui, in Normandia.
Dalle truppe che per prime liberarono la capitale furono volontariamente tolti i militari di colore. Carte inedite sembrano rivelare una vergogna. Una storia di razzismo tra chi il razzismo avrebbe dovuto combattere.
Riaccendere i riflettori sulle migliaia di vittime della croce uncinata in terra sovietica. Storie dimenticate. Una difficile inchiesta prova a riaprire le pesanti pagine della Storia.
Scoperte per caso in Australia le tredici preziose pagine battute a macchina su carta carbone che salvarono la vita a centinaia di persone ebree condannate allo sterminio delle camere a gas.
Dovevano essere i santuari celebrativi della Germania nazionalsocialista. Ora in mostra a Milano, con la loro vuota e inquietante imponenza, testimoniano una folle pagina di storia.

Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.

A Hitler non interessava il progresso della scienza: a lui interessava il progresso scientifico a fini eugenetici, razziali e militari. Per difendere la “pura razza ariana” e vincere la guerra.

La parola Shoah, il terribile Olocausto del popolo ebraico perpetrato dai nazisti, è ormai di dominio pubblico. Un po’ meno lo è il termine Poraimos, che sta a indicare il genocidio degli zingari sempre per mano dei nazisti.