
Le tinte iniziano a prendere forma sulla pelle. Minuto dopo minuto, l’immagine diventa incarnazione. Il body painting, un’arte vecchia quanto la storia dell’essere umano, si ripresenta come monito per l’immortale Venezia.

Dalla preistoria, passando per le tribù dei nativi americani e maori fino alla 67° edizione della Mostra del Cinema. Come una moderna Dante, l’artista Elena Tagliapietra tratteggia i veneziani di colori infernali, colpevoli di non fermare lo spopolamento della città.

Viaggio nell’isola lagunare, autentica miniera architettonica dove il neo bizantino, neo romanico, neo gotico ed eclettico, convivono armoniosamente in mezzo al verde presente.

Case. Ville. Hotel. Edifici. Una passeggiata nell’isola dove si svolge ogni anno il più antico festival del cinema, è un’autentica lezione d’arte sul Liberty, stile che s’impose in Europa fra fine ‘800 e primi ‘900.

Sogni e realismo. Delicatezza e oscurità. Abbiamo la possibilità di fare la differenza. Tutti quanti. E lì, sul grande schermo, siamo tutti vicini. Per volare. E iniziare a cambiare ogni cosa.

Un istinto naturale che ci porta alle condizioni estreme e all’esclusione, o siamo travolti da quegli stessi mostri che creiamo ogni giorno? Nuove sceneggiature definiscono abissi.

Parlare di ciò che siamo. Di un appassionante flirt con ciò che ci circonda. Un autoritratto che ingloba paesaggi, figure umane, pensieri che si ostacolano o comunque che sviluppano traiettorie.

Dal deserto dei nuovi poveri. Quelli che hanno abbandonato l’avvilimento che la società impone, a un ritorno in patria con dittatura a sorpresa. Il cinema sa ancora raccontare storie vere.

Lo sfruttamento colonialista e culturale continua. È ancora possibile lottare (e vincere) per i propri diritti? Gli Indios brasiliani e l’attrice Natalie Portman ci raccontano qualcosa.

Dalla vecchiaia abbandonata di Goodbye solo, all’intimità (dolce e amara) del nuovo film di Pupi Avati. E un finale di giornata, che premia l’impegno umanitario della bella Natalie.
