
Viaggio nella città messicana di Teotihuacán (costruita nel 300 a.C.), il luogo, secondo la leggenda, in cui gli dei si riunirono per progettare la creazione dell’uomo.

Fra il 150 e il 450 d.C. la città messicana raggiunse il suo massimo splendore, esercitando nel continente americano un’influenza pari a quella delle antiche civiltà greche e romane.

A distanza di circa cinquant’anni, il giornalista francese Dominique Lapierre racconta del suo primo viaggio di nozze. I due sposi avevano in tasca trecento dollari e una grande passione.
Difendere i propri valori e la propria identità culturale. Forse l’America, o meglio le Americhe, hanno qualcosa da insegnare alla vecchia Europa.

Dominique Lapierre aveva 18 anni quando attraversò Stati Uniti, Messico e Canada. Nella sua valigia, diecimila franchi e la determinazione di un giovane che decide di partire perché “la vita era bella”.
Dopo il lancio a New York della campagna globale “Starved for attention – il cibo non basta” arriva a Milano una mostra fotografica in collaborazione con i fotogiornalisti dell’Agenzia VII.
Oltre l’oceano, fino in laguna. I pennelli dell’America Latina continuano il loro viaggio cromatico nella mostra itinerante Nuestro Norte es el Sur (il nostro Nord è il Sud).
Comunità private crescono. Ovunque nel mondo. Comunità dotate d’ogni comfort utile per non dipendere dall’esterno, da quella realtà inquietante che non si vorrebbe mai vedere.
Un luogo che dovrebbe celebrare l’amicizia tra due popoli. Una barriera metallica che invece divide le persone. Contraddizioni di una terra di confine.
