
Semplicemente sfogliare questo libro-vademecum fa venir voglia di mollare tutto e di partire, ma non per un semplice viaggio, proprio per trasferirsi a Marrakech per sempre!

Perdersi nel dedalo dei derb, i tremila vicoli tortuosi della “Città Rosa”, per scoprire un mondo a sé di contrattazioni sfinenti, odori intensi, colori smaglianti. Dove sopravvivono tradizioni e mestieri antichi.

Un “ricettario” per orientarsi nel mondo usando il viaggio come terapia per curare ansie, insoddisfazioni, solitudine e abbandoni. Perché viaggiare fa bene.

Nell’irresistibile mix di storia, architettura e sapori di sei resort che regalano ai visitatori un’atmosfera unica di ospitalità marocchina e contemporaneità affascinante.

Immagini rubate alla vita che ogni giorno sopravvive al caldo opprimente del deserto, a pochi chilometri dalla “Città Rosa”, e circondato in lontananza dalle montagne dell’Atlante.

Infinite distese brulle per respirare la polvere rosa del deserto e vivere un viaggio a bordo di una moto a quattro ruote. Una traversata di due ore nell’immenso nulla circondato dalle montagne dell’Atlante.

In uno dei riad più prestigiosi e affascinati della Città Rosa. Una dimora del XVIII secolo in cui tradizione e modernità convivono nel nome della celebre ospitalità marocchina.

Alla scoperta del più grande edificio religioso della Città Rosa. Costruito dal sultano Yacoub-el-Mansour nel XII secolo, è ancora oggi una perla dell’architettura moresca grazie al suo minareto alto 70 metri.

Intorno alle mura della Moschea Koutoubia per apprezzarne la purezza delle linee che creano un capolavoro dell’arte almohade. Risaltata ancor di più dal Minareto alto 70 metri.

Un proscenio a cielo aperto dove ogni giorno va in scena la vita, la storia e la cultura di un popolo. Proclamato dall’Unesco “Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”.
