E’ attraverso l’obiettivo della nostra reflex che abbiamo scelto di osservare il paese, di “perderci a guardare” come diceva Jodice. Sono bastati pochi giorni per lasciarsi sedurre da un paese che da sempre ha conquistato l’animo dello straniero.
Celata da secolari mura vive una città il cui cuore pulsa al calar del sole, quando il caldo cede il passo alla frescura serale. Qui vivono gatti e cicogne e l’aria profuma di spezie.
In Africa, e nei paesi arabi, ogni cosa è colore e ogni colore ha un preciso significato. Non c’è tela migliore per dipingere del corpo umano. Geometrie di decori su mani, piedi e volti.
I paesaggi mozzafiato dell’Atlante fanno da contorno a un’opera d’arte controversa, ma a suo modo rivelatrice. Tutta da vivere e da scoprire.
Il deserto, i monti innevati, il re e la sua splendida regina, i colori, i suoni, gli odori speziati. E’ questo il Marocco. Terra caleidoscopio di fascino e di suggestioni millenarie
Nel cuore di una città africana la cui frenesia è la sua stessa impronta vitale, si cela un piccolo parco botanico, voluto da un pittore e ristrutturato da uno stilista.
Nella frenetica Marrakech, c’è spazio anche per un delicato e romantico edeb. Sono i Giardin Majorelle. Un palmeto, e non solo, opera del pittore francese Jacques Majorelle.
Nell’Africa settentrionale, una delle città imperiali più suggestive i cui mirabili edifici si devono alla volontà di un sultano che sognava, ad occhi aperti, un luogo fiabesco.
Nel cuore del Marocco, regno d’Africa, a ridosso del deserto del Sahara, sorge dal nulla la città del cinema, set di numerosi film famosi. E’ Ouarzazate, sede degli Atals Studios.
Il primo nome della città è stato Marroukech (“vai di fretta”) e la sua storia è iniziata alla fine del secolo X, intorno al piccolo nucleo della medina. Il fondatore di quella che nei secoli diventerà la più importante città del sud, è stato Yūsuf ibn Tāshfīn, il conquistatore almoravide del Marocco e della Spagna [...]

Africa nera. Nel cuore della savana, in mezzo alla natura e ai popoli locali, turkana e samburu, si festeggia il 25 dicembre. Messa cantata, pranzo di festa e sacrificio di una mucca.

Cinque ore dopo Nairobi, in mezzo alla savana, lontano da tutto e da tutti, c’è una piccola comunità fondata da un italiano. Unico scopo: dar vita all’Africa con gli africani.

Sul traghetto della compagnia marittima Balearia, si incontrano emigranti che tornano a casa. Oltre a loro qualche famiglia spagnola, comitive di tedeschi di mezz’età. Tutti pronti a vedere Tangeri.