
Viaggio tra i Monti Pallidi, nel cuore delle incomparabili montagne bellunesi. Panorami mozzafiato. Sguardi che si perdono nella grandiosità degli scenari naturalistici. Perfezione soprannaturale.

Svettano contro il cielo imponenti massicci montuosi. Con le loro guglie sfiorano le nubi gonfie di neve. Bianco candido. Interminabili percorsi svelano i segreti di una località vivace, allegra, sportiva. Una natura misteriosa la avvolge in un protettivo abbraccio.

Circondato. Protetto. A verificare come mi comporto sulle piste bianche, la Marmolada, Passo Padon, il Bec de Roi, il Sass de Roi, il Monte Migon, e gran finale, con il maestoso Monte Civetta.

Da Malga Ciapela fino quasi a toccare il cielo, e poi scendere giù. Un ultimo tragitto con le gambe nel vuoto da Capanna Bill, per guardare più vicino il colosso della Marmolada, e le acque gelide del lago Fedaia.

Mentre i bambini giocano in un meraviglioso parco invernale con castelli gonfiabili, e gli aerei sfrecciano nel cielo, sugli sci inseguo il torrente nella sua corsa verso la vallata.

Veneto montano. Nel cuore della provincia di Belluno. Come al cancelletto di partenza di una gara olimpica. Gli sci pendono verso la discesa, e via. Si comincia sulle piste del Ciamp d’Arei.

Una notte passata a mirare le stelle a Bosco Verde, delicata frazione di Rocca Pietore (1143 m.) nell’alto Agordino bellunese, prima di lanciarsi sopra le neve, in mezzo alla natura dolomitica.

Le strade tappezzate di cumuli bianchi. Le stalattiti. Il risveglio della luce si riflette sulla neve. È tutto pronto. Mancano solo gli sci sotto i piedi, e si può cominciare a pattinare sulle montagne.
