
Bruce Chatwin diceva che ci sono due Timbuctu, una reale e una mentale. Secondo Aime ci sono invece molte Timbuctu: città santa, luogo di commerci e piaceri, immenso Eldorado, altrove mitico, centro del mondo.

Questo libro non è una storia dell’antropologia per neofiti e neppure di un elenco di modelli d’interpretazione di culture altre. E’ un viaggio nelle culture e nelle tradizioni.
A tutti voi che partite o che restate, un augurio di buoni viaggi e buone letture. E soprattutto di un pieno di passione!
“Io amo l’umanità… È la gente che non sopporto” diceva l’ironico Linus…. E infatti è quando si parla non di umanità, ma di gente in carne e ossa e soprattutto qui e ora, che emergono i nostri meccanismi di difesa, il nostro latente razzismo.
Noi turisti loro migranti: due viaggi diversissimi e in direzioni opposte, due percorsi che si incrociano, ma che raramente si incontrano…
“Natale non è Natale senza regali”… chissà che la crisi economica al posto di spingerci semplicemente a ridurre il numero di regali, non ci aiuti a ridare significato al dono…
Il viaggio può essere l’occasione per ritrovare quello sguardo infantile e curioso sul mondo che perdiamo diventando grandi. Forse più delle risposte contano le domande. Chiedere vuol dire cercare, rispondere vuol dire aver trovato, ma è un’illusione che non a tutti è concessa.
Essaouira, Marocco. Giorno dopo giorno mi perdo a guardare. Il mare, i gabbiani e soprattutto la gente. Passaggi, mondi diversi che si incrociano, storie solo intuite, ma che formano un puzzle capace di raccontare la città.
Il viaggio è cambiato nell’arco degli ultimi cento anni. Ma bando ad amarezze e nostalgie per i tempi in cui il viaggio era “vero viaggio”, in cui i selvaggi erano selvaggi e la fuga dall’Occidente ancora possibile.
