
Fra case, torri, spazi sconfinati e castelli, il sole si piega all’estremità meridionale della penisola araba, dove la repubblica unita yemenita, gioca con le onde dal Mar Rosso e l’Oceano indiano.

Rincorrere la libertà attraversando il mare. Sullo sfondo, ostacoli e nemici. Sono gli ingredienti essenziali di una storia vera. Quella vissuta e scritta dal francese Henry de Monfreid.

Improvvisate partite di calcio in sandali sull’asfalto. Lungo la Hernet road, come nel resto della città, ci s’incontra e ci si ferma a chiacchierare. Si beve un caffè e si legge un libro. Si compra e si vende. E di notte, si passeggia sereni.

Alla scoperta della capitale dell’Eritrea, dove la vita per strada regna sovrana. Complice la luce del sole si vive e ci si relaziona fino a sera, quando lo spettacolo celeste regala un’emozione in più.

Niente mezzi pubblici né bici. Le proprie gambe sono il mezzo migliore per scoprire la quotidiana bellezza di questa capitale africana. Un mondo dove un saluto sincero è una continua costante tra gli asmarini.

Viaggio nelle località di Ras Shitan e Abu Gallum, ancora incontaminate dalla sete di profitto dell’uomo. Raggiungibili con la macchina o con i cammelli guidati dai beduini.

Sulla costa orientale del Sinai, di fronte alla Giordania, situate tra Taba e Noweba, si accende lo splendore di Ras Shitan e Abu Gallum. Un mondo d’intatta meraviglia.

Viaggio per staccare la spina da un inverno troppo rigido, destinazione Egitto. Per godere di un po’ di sole e mare. Fino all’ultima frontiera, prima del confine sudanese.

I dromedari di Shalateen. I templi millenari di Luxor. Il vento e la sabbia, inseparabili compagni di viaggio. Il mare cristallino di Marsa Alam. Laggiù nel Nord Africa, tra la Valle del Nilo e il Mar Rosso.

Una lunga, infuocata, vulcanica pista carovaniera che etnie locali e cammelli percorrono da secoli per trasportare lastre saline bianco-avorio dai laghi salati ai mercati abissini.
