
Situata nella zona orientale all’estremo est d’Europa, la seconda città dell’Ucraina dista appena quaranta chilometri dal confine con la Russia. Durante il periodo sovietico la sua regione fu interessata da un notevole processo di russificazione. Oggi invece è una città vitale e moderna, con una popolazione di quasi un milione e mezzo di abitanti.

Viaggio all’estremo oriente europeo. Nella città dove si sviluppò l’attività nucleare sovietica. Importante nodo stradale-ferroviario interno, e verso la Russia, oggi si presenta come uno dei principali centri economici, culturali e di ricerca.

La mano viene attratta sull’obbiettivo come se le note dell’inno nazionale risuonassero da ogni metro della gigantesca Piazza Rossa. Un’emozione calca fronte e scatti.

Soffia aria d’indipendenza nell’Europa Orientale. Dopo la sanguinosa guerra di secessione dalla Moldavia nel 1992 ai danni dell’ex-Unione Sovietica, interne folate secessioniste spingono per una nuova autonomia.

Viaggio nello stato indipendente, ma non riconosciuto a livello internazionale, all’interno della Repubblica di Moldavia. Un balzo nel passato ai tempi dell’Unione Sovietica. Da allora nel paese nulla sembra cambiato.

Il mare cristallino delle acque di Maria La Gorda. Il vento tiepido carezza gli spazi rurali della valle de Viñales. La statua di Lenin e il cartello posto all’ingresso della Playa Giròn, nella Baia dei Porci, a testimonianza della vittoria contro l’attacco controrivoluzionario del 1961.

Non teme confronti nemmeno con San Pietro del Vaticano. Lì, nel cuore della capitale russa, si passeggia senza ignorare la Storia che ha scandito il Tempo.
Sarà la legge del contrappasso o soltanto la necessità, fatto sta che il peggiore degli incubi di Vladimir Lenin si sta per trasformare in realtà: la religione ha battuto lo Stato. Certamente , quello che è recentemente accaduto nella città di Lutsk, in Ucraina, solo venti anni fa sarebbe stato impossibile. Eppure è accaduto davvero. [...]
