
Il muezzin comincia a cantare. I rabbini, a passi lunghi, si dirigono verso il Muro del Pianto. Ricerca di un’emozione alla prima luce dell’alba che colora di rosa la città. Magica, spirituale. Antica. La casbah rumorosa e odorosa. Rosari e kippah, croci e menorah, incensi e cartoline. Limoni e spremute. Città unica, disegnata dalla storia e dai popoli. Lo spazio del mondo. Che il mondo vuole dividere.

Gerusalemme mai liberata. Cuore d’Israele e Palestina. Città contesa, divisa in settori dai fedeli delle varie religioni. Mosaico di colori, suoni, profumi, volti. Gerusalemme sta sulla pietra come sulla pelle del mondo.

A Ovest del Giordano, una terra contesa che tiene in subbuglio il mondo intero. La valle del Giordano, Hebron, Gerico, Betlemme, Nazareth, Ramallah. Cisgiordania. Viaggio nei Territori occupati. Viaggio in Palestina.

Un paese in bilico tra passato e presente. Una terra promessa al centro della tumultuosa lotta per la pace in Medio Oriente. Luci e ombre in un luogo mistico e misterioso dove due popoli vivono tra inquietanti attese ed errori.

Tra falchi e colombe c’è un popolo che dopo sessant’anni di guerre e tensioni vuole tirare un momento di fiato. Un Paese dalle insolite bellezze naturali e culla della nostra storia. I luoghi sacri del cristianesimo, dell’islamismo e dell’ebraismo. Tra mare, laghi e deserto una terra e una questione irrisolta. Quella palestinese.
Dal Mediterraneo alla Cina, lungo l’antica Via della Seta. L’isola lagunare del Lido, per tre giorni è stata anfiteatro del Convegno di Danze Orientali, tra performance spettacolari e workshop, in un mix di emozioni e linguaggi. Uniti.
Al confine tra Paesi che raccolgono la storia dell’umanità da sempre e che sembrano portare il peso del mondo intero sulla propria cultura. Un viaggio verso la Giudea e non solo.
Sott’acqua si celano i resti di un antico porto voluto da re Erode. Oggi, questi resti sono visitabili, non sulla terra, ma nei fondali marini. Basta una muta da sub.
Dove comincia l’Oriente? Nell’anima, risponde Giorgio Montefoschi. Lo scrittore dà a se stesso una grande possibilità. Quella di mettersi in moto. E di raccontare la propria esperienza.
