
Ecco il libro che raccoglie l’ultima intervista a Joe Cahill – uno degli esponenti più importanti dell’Irish Republican Army. Una storia fatta di sangue e violenza che finisce con un messaggio di pace per un’Irlanda libera e unita.

Viaggio in black cab (taxi) nella capitale nordirlandese. Sotto un cielo glaciale, lungo i celebri murales delle comunità cattoliche e protestanti, passando anche davanti al ricordo imperituro in memoria dell’attivista Bobby Sands.

L’allodola d’Irlanda è ancora un simbolo per il proprio popolo. I suoi pensieri vivono attraverso gli scritti che ha lasciato, curati da Silvia Calamati, la più grande giornalista Italiana esperta della questione Nord-Irlandese. E che “il reporter” vi ripropone. Per non dimenticare.

Lungo il chilometro e mezzo di bastioni intorno al cuore della città nord-irlandese. Che ancora oggi sono simbolo di presidio e divisone tra la comunità nazionalista e unionista.

Lungo il chilometro e mezzo di mura fortificate che cingono impenetrabili il cuore di Derry. Da quassù la prospettiva della seconda città dell’Irlanda del Nord è diversa: sembra di tornare indietro nel tempo e riassistere alla battaglia del 1688 che cambiò la storia e il nome del “luogo delle querce”.
Nella città del Bloody Sunday per vedere da vicino i simboli di una guerra che oggi sembra finita dopo quasi quaranta anni da quella maledetta “Domenica di Sangue”.
Viaggio nella storia del quartiere cattolico-nazionalista del Bogside attraverso i dipinti che raccontano quarant’anni di guerra civile con i protestanti-lealisti.
Nel maniero costruito su un blocco di basalto nero a picco sul mare della contea di Antrim. Un luogo sopravvissuto al tempo che racconta le gesta eroiche dei suoi proprietari.
Tra le rovine del maniero del clan MacDonnel per scoprire i ruderi di una costruzione magnifica erosa dal tempo e dal mare. E i segreti che ancora trattiene tra le sue mura sopravvissute.
