
Il viaggio caotico di un professionista milanese nell’ Iran degli anni ’90. Magie e stranezze in presa diretta di un paese sospeso tra occidente e oriente, tra passato e presente.

Nella pianura dell’alta Mesopotamia, nella Turchia orientale, c’è un’antica città dove non si esce la sera e si prega, rigorosamente coperti, nella casa del patriarca Abramo.

Sotto l’apparente immobilità del regime degli ayatollah si agita una società civile in piena evoluzione, aperta alle riforme e che rifiuta il radicalismo islamico.

Risparmiati dal tempo e dalle scorribande, sono testimoni del passato, della storia e delle religioni di questo Paese. Edifici di culto la cui architettura si incastra nel paesaggio dell’Anatolia.

C’era una volta, tanto tempo fa, un emiro curdo il cui sogno è realizzare il più bel palazzo di oltre 300 stanze, ai piedi del monte Ararat, in cui vivere con le donne del suo harem.

Nel cuore dell’Anatolia, in Turchia, laddove il passato vive ancora tra la gente quotidianamente, si erge una città, arroccata su un altopiano, nota per i suoi gioielli fossili.

Tamila è una ragazza iraniana che fugge negli Stati Uniti per costruirsi una nuova vita. Ma per poter restare, dovrà trovare marito e ottenere la cittadinanza americana.

Sulla Via della Seta per scoprire la più grande struttura in mattoni al mondo devastata da un terremoto e che grazie all’Unesco potrebbe tornare al suo antico splendore.

L’Iran e i diritti umani. Due realtà che spesso non vanno troppo d’accordo. Per numero di esecuzioni capitali, la repubblica islamica è inferiore solo alla Cina. Sta destando scalpore l’ennesimo caso. Un minorenne, al momento del reato, rischia la pena di morte. Il capo della Giustizia, l’Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, ha approvato la condanna a [...]

La Corte per la famiglia di Teheran ha decretato che lasciare la propria moglie costi al marito il risarcimento di migliaia di volumi di poesia. Come da accordo prematrimoniale.
