
Dovevano essere i santuari celebrativi della Germania nazionalsocialista. Ora in mostra a Milano, con la loro vuota e inquietante imponenza, testimoniano una folle pagina di storia.

Dovevano essere i santuari celebrativi della Germania nazionalsocialista. Ora in mostra a Milano, con la loro vuota e inquietante imponenza, testimoniano una folle pagina di storia.

Il ’900 ha fatto più morti da solo che i tre precedenti messi insieme. Un libro che analizza con caparbietà le cause scatenanti di massacri e genocidi, dove il civile è ormai considerato alla stregua del militare.

Pagine nella vita di Jorge Semprún, intellettuale affascinato e spaventato dalla forza della parola. Il mistero degli amici e dei nemici nello scenario dei lager nazisti.

Sono stati rinvenuti per caso durante lo sgombero di un vecchio appartamento nella capitale tedesca. Furono disegnati nel 1941 da un prigioniero per l’ampliamento del campo di sterminio e portano la firma di Heinrich Himmler.

Un giornalista tedesco de “Der Spiegel” ha scoperto che Hitler voleva conquistare la Foresta Amazzonica per farne una colonia teutonica e sfruttarne le risorse naturali.

A Hitler non interessava il progresso della scienza: a lui interessava il progresso scientifico a fini eugenetici, razziali e militari. Per difendere la “pura razza ariana” e vincere la guerra.

Il delirante progetto nazista per migliorare la razza ariana era la soppressione di tutti i portatori di handicap. Ecco la folle storia di quegli anni terribili.

La parola Shoah, il terribile Olocausto del popolo ebraico perpetrato dai nazisti, è ormai di dominio pubblico. Un po’ meno lo è il termine Poraimos, che sta a indicare il genocidio degli zingari sempre per mano dei nazisti.
C’è un libro che in Germania, per legge, ha il divieto di assoluto di ristampa: si tratta del famigerato Mein Kampf, manifesto disgraziato dell’orrenda epopea hitleriana. Scritto nel carcere bavarese di Landsberg fra il 1923 e il 1924 – primo dei cinque anni di condanna inflitti al Fuhrer per il putsch di Monaco – il [...]
