
Viaggio tra le strade di New Delhi a rincorrersi a suon di gulal e gavettoni di polveri rosse per festeggiare l’Holi Festival. Nel Tempio di Akshardham. In treno fino a Mumbay. Nello sfolgorìo dei suoi set cinematografici.

L’Oriente può essere tanto lontano quanto l’indifferenza, ma in alcuni casi basta un libro per avvicinare i Paesi e cambiare la geografia. Scritto da una donna per le donne. Perché cambino il proprio mondo.

Il subcontinente asiatico, che ha affascinato generazioni, oggi sta scomparendo sotto la commercializzazione della sua spiritualità e le contraddizioni di una società con tanti problemi.

Viaggio negl Ashram, sempre più popolati esclusivamente da occidentali e i corsi di yoga sono organizzati da vecchi americani “illuminati”.
Dove comincia l’Oriente? Nell’anima, risponde Giorgio Montefoschi. Lo scrittore dà a se stesso una grande possibilità. Quella di mettersi in moto. E di raccontare la propria esperienza.

Viaggio nell’Oriente mistico, in compagnia di qualche scimmia, fra i tempi induisti dedicati a Kali Bhairava (Shiva nel suo aspetto terrifico), le statue del Buddha e gli sguardi dei monaci in preghiera.

A passeggio nell’Asia, nel cuore della capitale nepalese. Una nazione incastonata tra la pianura del fiume Gange e l’imponente catena montuosa dell’Himalaya.

L’immenso corso d’acqua indiano non è solo il fiume sacro per antonomasia. E’ anche ricordato per numerosi primati, non sempre positivi: tra i più lunghi del mondo è anche tra i più inquinati.

Gli incontri che si fanno qui, tranquilla cittadina il cui lago è veneratissimo dagli indù, sono di quelli che rimangono impressi nella mente del viaggiatore che sa lasciarsi trasportare dal diverso.

L’antica Benares, città sacra sulle rive del Gange, ha conservato tutto il suo splendore. La vita e la morte scorrono ancora trasportate dai riti di una religione quasi esoterica.
